di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 settembre 2024.
23a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,27-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.
Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio”.
Oggi c’è un vangelo ricco di insegnamenti.
Da ragazzo mi è sempre rimasto in testa questa espressione “una misura buona, pigiata, colma e traboccante” e me lo vedevo davanti questo sacco di grano veramente abbondante e generoso. Allora la prima domanda è: ma di cosa devo aver paura se la ricompensa del Signore è così meravigliosa? Di nulla, ma tantè che il nostro egoismo ci crea dei timori di rimanere senza qualcosa e allora diamo ma a piccole dosi e sempre tutto calcolato. Nel bene certamente siamo generosi ma nel male ancor di più stiamo a vedere cosa ci perdiamo più che cosa ci guadagniamo agli occhi del Signore in carità e virtù.
Il brano è famoso per l’espressione “porgi l’altra guancia” che in fondo non ci piace tanto e sembra quasi un’ingiustizia, un darla vinta a chi non si merita qualcosa. Eppure, è la logica di Dio che pur di salvare qualcuno è pronto a rimetterci, a far bruciare tutte e due le guance dalle sberle pur di dare amore e la vita. Gesù durante la passione ha offerto il suo viso agli schiaffi e tutto il suo corpo alle percosse e all’umiliazione per dimostrare che è possibile agire come lui ci chiede e che solo l’amore gratuito libererà il mondo e lo salverà dalle catene del peccato. Se ragioniamo secondo quanto ci dice Gesù offriremo sempre una speranza e una via di salvezza a chi sta peccando e a chi è nel regno del male perché stiamo mostrando la via dell’amore che è liberazione, gioia e vita.
Preghiamo
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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