di padre Régis Temanda
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 settembre 2024.
23a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,39-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
Essere discepoli di Cristo significa lasciarsi convertire dalla sua misericordia e dal suo sguardo amorevole verso i peccatori, è imparare a vedere gli altri come li vede Dio. E ciò implica di avere un cuore puro tanto da vedere Cristo negli altri, nonostante le loro debolezze. E’ tutto un cammino di purificazione interiore e di verità davanti a Dio, a se stessi e davanti agli altri.
Preghiamo
O Dio, forza di chi spera in te,
che hai fatto risplendere il santo vescovo Giovanni Crisostomo
per la mirabile eloquenza e la perseveranza nella tribolazione,
fa che, illuminati dai suoi insegnamenti,
siamo rafforzati dal suo esempio di eroica costanza.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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