di padre Fabio Ceriotti
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 settembre 2024.
24a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-35)
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà».
Con questo brano giunge a un punto di approdo l’itinerario che il vangelo di Marco ha fin qui proposto. Mediante il racconto dei gesti di Gesù e delle parole con cui egli li accompagna , l’evangelizzazione ha cercato di far emergere la risposta alla domanda fondamentale sull’identità di Gesù, il cui “nome era diventato famoso”. Ora è Gesù stesso che esplicitamente la domanda: “chi dice la gente che io sia?”
Chi è per me Gesù? La domanda ci è rivolta direttamente. Noi oggi siamo i discepoli che, avendo vissuto con Gesù, sono invitati a pronunciarsi su di lui. Può essere semplice ripetere una formula imparata a catechismo o assumere una posizione accettabile dai più senza un eccessivo coinvolgimento personale: Gesù è il Signore, Gesù è un grande uomo, Gesù è il protettore dei deboli…
Chi è per me Gesù? Ogni risposta suona vuota senon tocca la mia vita, se non esprime la mia compromissione con lui. Si, Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo, che ci ha rivelato l’amore del Padre per tutti, particolarmente per gli indifesi. Riconoscerlo e accoglierlo e accoglierlo come tale, invocando come Signore, ha il suo significato pieno se, di conseguenza, lo seguo nel suo cammino. L’amore che Gesù ci dona e ci fa conoscere è quello di chi dà la vita per gli altri epaga qualunque prezzo pur di restare fedele a quest’amore.
Gesù è veramente il nostro Signore se noi, lasciando perdere i nostri progetti meschini, assumiamo il suo, senza farci condizionare dalla mentalità corrente, tutta centrata sul profitto e sul culto di sé.
Le nostre opere dicono la verità della nostra scelta, della nostra risposta alla domanda sull’identità di Gesù.
Preghiamo
O Dio, creatore e Signore dell’universo,
volgi a noi il tuo sguardo,
e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio
per sperimentare la potenza della tua misericordia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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