Caffè di lunedì 16 settembre 2024

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 settembre 2024.

24a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei santi martiri Cornelio papa e Cipriano vescovo.

Dal Vangelo secondo Luca (7,1-10)

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Per gli anziani giudei di Cafarnao il miracolo andava fatto perché il centurione se lo meritava proprio: era amico del popolo d’Israele e aveva costruito a sue spese la nuova sinagoga del paese. Il miracolo andava fatto non tanto perché fosse buono Gesù, ma perché era buono il centurione. E in un qualche modo andava rimborsato.

Gesù, però, non distribuisce miracoli, non guarisce gli ammalati con i nostri criteri – legittimi, ma anche tanto umani – ma in base ad altri parametri.

Del centurione Gesù elogia la grande fede, l’umiltà e la carità. Gli interessa poco che sia stato un benefattore della proloco di Cafarnao.

Ne loda la fede perché il centurione, pur essendo anagraficamente un pagano, crede che solo Gesù salva. E non altri dei. Gesù loda l’umiltà del centurione che, pur essendo un pezzo grosso che può dare ordini e che potrebbe pretendere una visita a domicilio… si accontenta che Gesù pronunci una parola, anche a distanza, anche se non viene direttamente, anche se manda qualche suo rappresentante. Crede che basti una parola o un suo servo.

Gesù, anche se non viene detto, riconosce la carità del centurione che non chiede per sé, ma implora la guarigione per un suo servo che ama sinceramente e di cui si occupa come fosse un suo figlio

E noi? Gesù entra nella nostra casa ogni giorno, anche con questa parola che ora avete appena ascoltato. Gesù sosta sotto il tetto della nostra vita con la grazia del suo corpo nella Santa Eucaristia. Gesù ci visita con la presenza, la parola, il conforto di un suo sacerdote.

Non ne siamo degni. Ma intanto ci guarisce e ci salva dalla morte.

Preghiamo.
O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa:
ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato. Amen.

Buona giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***