Caffè di martedì 17 settembre 2024

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 settembre 2024.

24a settimana del Tempo Ordinario.
Sant’Alberto di Gerusalemme, autore della Regola carmelitana.

Testi liturgici e canti per la festa di Sant’Alberto di Gerusalemme:

Dal Vangelo secondo Luca (7,11-17)

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

In questo brano che troviamo solo nel Vangelo di Luca, Gesù si rivela non solo come parola di vita, ma come forza dello Spirito che dà la vita. Morte e vita si sono affrontate a duello e la vita ne è uscita vittoriosa. Non solo ha trionfato sul peccato e sulle forze del male, ma sulla stessa morte, ultimo nemico ad essere annientato quando Dio Padre consegnerà a Cristo Signore il regno universale. Ciò sarà evidente anche nella risurrezione di Lazzaro e ancor più nella sua risurrezione. Cristo Signore è il risorto, il vivente, ma il miracolo non si manifesta soltanto nell’offrire al ragazzo morto la possibilità di rivivere; in fondo, il giovane è destinato a morire di nuovo. C’è sicuramente questo aspetto, che richiama i miracoli operati nell’antico testamento dai profeti Elia ed Eliseo. Per questo i presenti sono presi tutti da timore e riconoscono: “un grande profeta è sorto tra noi”, più grande dei due celebri profeti citati.

Il vero segno di rivelazione, il miracolo da celebrare è piuttosto l’amore viscerale, paterno e materno, di Dio per l’umanità e per le sue sofferenze e fragilità. Gesù si commuove nel profondo, nelle sue “viscere” di misericordia, si muove a compassione per questa donna vedova, che ha perso il suo unico figlio. Luca descriverà con la stessa espressione la misericordia e la compassione del padre nella parabola del figlio prodigo. Anche questo figlio “era perduto ed è stato ritrovato, era morto ed è tornato in vita”.

Ha scritto San Bernardo che nell’umanità di Gesù, che pure ha conosciuto la sofferenza e il dolore, la divinità non può patire, ma può con-patire. Il Dio compassionevole che si rivela così nelle azioni e nelle parole del suo Figlio, Verbo fatto carne, ci vuole abbracciare con lo stesso amore e vuole aiutarci a rialzarci con la sua parola di vita, che ci dirige personalmente come al ragazzo di Nain: “Dico a te, a te personalmente che ascolti le mie parole: risorgi! Sollevati dal peccato e dalla morte verso cui il tuo peccato ti conduce”. Se vuoi seguirmi, io sono la resurrezione e la vita.

Preghiamo.
O Padre, che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce,
hai voluto presente la sua Madre Addolorata:
fa’ che la santa Chiesa, associata con lei alla passione del Cristo,
partecipi alla gloria della risurrezione.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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