di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 settembre 2024.
25a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (9,30-37)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
In queste domeniche stiamo ascoltando il racconto dal Vangelo di Marco, che alterna i segni compiuti da Gesù con i suoi discorsi e insegnamenti. In particolare, oggi ritroviamo gli stessi tre elementi di domenica scorsa. All’inizio c’è l’annuncio della passione. Poi segue l’incomprensione dei discepoli, che addirittura sono distratti nel pensare a chi sia il più grande. E infine c’è il richiamo di Gesù, che raddrizza le loro prospettive: “chi vuole venire dietro a me… chi vuole salvare la propria vita… chi vuole essere il primo… rinneghi sé stesso, prenda la sua croce… sia l’ultimo e il servitore di tutti”.
E noi oggi, quale insegnamento ricaviamo da questi passi del Vangelo?
Per prima cosa, siamo invitati da Gesù ad accogliere il mistero pasquale della sua morte e risurrezione che ci salva, e a cui partecipiamo attraverso le prove della vita, ricevendo una vita nuova in lui.
Come secondo punto, possiamo imparare ad accogliere l’opera di Gesù che ancora oggi passa tra noi, guarisce, provvede alle nostre necessità materiali e spirituali.
E infine, possiamo seguire la via indicata da Gesù: quella della croce, dell’umiltà, del servizio… la via delle piccole cose, di chi si fa come un bambino fiducioso nelle braccia del padre, di chi nei piccoli accoglie Gesù e il suo Padre celeste. Ecco la rivelazione del Vangelo: se nelle piccole cose troviamo e serviamo il Signore, abbiamo trovato la via della vita e la via del cielo.
Preghiamo.
O Dio, sorgente della vita,
davanti a te il più grande è colui che serve:
donaci la sapienza che viene dall’alto,
perché accogliendo i piccoli e gli ultimi
riconosciamo in loro la misura del tuo regno.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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