Caffè di lunedì 23 settembre 2024

di padre Jeannot Souama
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 settembre 2024.

25a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Pio da Pietrelcina, sacerdote.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8, 16-18)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Oggi celebriamo la memoria di Padre Pio, il santo più amato d’Italia, il santo che attira ogni anno migliaia di pellegrini alla sua tomba, che attira non solo per i suoi innumerevoli miracoli che alleviano le sofferenze fisiche e spirituali di chi si rivolge a lui, né per le stimmate che portò per 50 anni , ma – come tutti i santi – per la santità di vita che si respira in lui. «Sono un povero fratello che prega», amava ripetere: ciò manifesta la sua umiltà di sapersi un semplice strumento al servizio di Dio. Egli rimane un modello di vita sacramentale e sacerdotale perché è intimamente unito a Cristo crocifisso. Due grandi realtà, infatti, nella spiritualità di questo santo, ci interpellano oggi : l’Eucaristia e la misericordia. 

L’Eucaristia, per Padre Pio, è soprattutto un momento mistico, dove la Divinità incontra la nostra umanità, la nostra debolezza incontra la Potenza di Dio, la nostra sensibilità, il nostro corpo, le nostre mani toccano e abbracciano Dio. Padre Pio viveva ogni messa come il momento più sublime della sua esistenza. In una lettera al suo padre spirituale, diceva : «Il mio cuore si sente attratto da una forza superiore prima di unirsi ad essa al mattino nel Santissimo Sacramento. Ho tanta fame e sete, un desiderio immenso prima di riceverlo, che quasi muoio d’angoscia. Ed è proprio per questo che, anche se febbricitante, sono obbligato a cibarmi della sua carne». L’Eucaristia è davvero una realtà che ha realizzato pienamente la sua intima unione con Cristo, rivivendo la sua passione, offrendosi veramente come vittima per la remissione dei peccati. Ogni messa non deve più lasciarci indifferenti, perché ogni volta che entriamo in questo «grande mistero», esso ci conduce alla salvezza e rende fecondo il nostro amore per gli altri.

Padre Pio fu anche un devoto ministro della misericordia. Perciò, anche se trattava i pellegrini con apparente durezza, essi tornavano indietro pentiti sinceramente e felici di ricevere il perdono sacramentale. Infatti, la misericordia alla scuola di Padre Pio significa avvicinarsi a Dio, cercare Dio per ottenere la guarigione, la risurrezione della nostra anima angosciata a causa del peccato, e soprattutto per incontrare un Dio Padre che ci ama da tutta l’eternità. La misericordia è una “carezza di Dio” per la nostra anima, un affetto che ci abbraccia e ci rassicura del suo amore. 

Il nostro cammino verso la santità si fonda sulla nostra fiducia in Dio. Riconoscere che questo amore ci circonda e ci sta vicino in questi due misteri dell’Eucaristia e della misericordia ci fa capire che solo il Signore deve rimanere la luce che illumina la nostra vita. 

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
per grazia singolare hai concesso al santo Padre Pio
di partecipare alla croce del tuo Figlio,
e per mezzo del suo ministero hai rinnovato le meraviglio della tua misericordia;
per sua intercessione concedi a noi,
uniti costantemente alla passione di Cristo,
di poter giungere felicemente alla gloria della risurrezione.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona giornata a tutti.

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Incontri, ritiri, iniziative 2023-2024

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