di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 ottobre 2024.
28a settimana del Tempo Ordinario.
Vigilia della solennità di Santa Teresa di Gesù (d’Avila).
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Cercare un segno…tutti siamo alla ricerca di un’evidenza che ci confermi in ciò che crediamo eppure la fede dovrebbe aiutarci a credere anche senza vedere o toccare qualcosa. È un istinto che ci portiamo dentro, tanto è vero che anche il popolo di Israele voleva avere un Dio che si vedesse, una statua, non un Dio che non si potesse rappresentare. Se ci pensiamo, è quasi come un ricatto fatto a Dio “Se vuoi che io ti creda, dimostramelo! Fammelo vedere! Fatti vedere!
Gesù ha fatto tanti segni, perché chiederne ancora uno? Poche volte si appella a quelli fatti da Lui, e preferisce pescare nella storia della salvezza cercando di far ragionare i suoi ascoltatori. C’è chi si è scomodato per andare a vedere il Re Salomone o c’è chi si è convertito davanti alla predicazione di un profeta e noi? Ci scomodiamo e ci convertiamo per seguire Gesù o dobbiamo e vogliamo scomodare ancora Lui perché ci dimostri qualcosa in più del suo amore?
Siamo fortunati di non essere stati ai tempi di Gesù -qualcuno penserà il contrario- perché non sarebbe stato facile credergli. Era un messaggio troppo nuovo anche se i segni gli davano ragione. Meglio essere qui ora a contemplare le stesse esperienze con migliaia di testimoni che ci hanno preceduto e hanno creduto e approfondito la figura di Gesù. Chi verrà dopo di noi invece conterà sulla nostra testimonianza.
La loro fede ma anche i loro dubbi sono un tesoro che ci aiuta tantissimo…pensiamo a Pietro che cammina titubante sulle acque o nella notte dell’arresto rinnega Gesù, a Tommaso che deve essere lui stesso a sincerarsi della risurrezione. Pensiamo di fidarci di lui ma la fede è traballante.
I segni ci sono sempre, basta coglierli e basta non volerli solo come pensiamo o vogliamo noi, fatti su misura. I testimoni ci sono, sono quelli della porta accanto che con umiltà e costanza vivono il Vangelo senza fare troppo rumore.
Oggi è un nuovo giorno: ho colto questo segno, questa opportunità?
Preghiamo
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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