di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 ottobre 2024.
28a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,47-54)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
«Avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito»: parole di fuoco che inducono noi discepoli a un serio esame di coscienza, soprattutto noi sacerdoti, catechisti, educatori. Ci soffermiamo oggi su altre espressioni, che fanno pensare ai nostri telegiornali: si parla di omicidi, di violenza, di inganni e di prevaricazione: i padri hanno ucciso i profeti, come preannunciavano le Scritture, e questa generazione ne costruisce i sepolcri. Il sangue dell’uomo viene versato fin dall’inizio del mondo, a cominciare da Abele, il cui nome indica il “vuoto”, l’“inconsistenza”: e di fatto la sua vita è poco più di un soffio che passa, un soffio rapito dal fratello Caino; le guerre civili e le lotte tribali – anche ai nostri giorni – sono le più feroci e sanguinose. E poi Zaccaria, ucciso tra l’altare e il santuario… Abele e Zaccaria: due personaggi collocati l’uno all’inizio e l’altro alla fine della Bibbia ebraica, che riassumono nel sangue tutta la storia della salvezza. Anche i farisei cominciano a trattare in modo ostile Gesù e a farlo parlare per avere di che accusarlo (e implicitamente con l’intenzione di sopprimerlo).
Accade a molti martiri dei nostri tempi. A padre Pino Puglisi, freddato dalla mafia… A Don Roberto Malgesini, a Don Renzo Beretta, ucciso nel sul sagrato della sua chiesa, che nel suo testamento spirituale, scrisse: «Quello che ancora ho, non mi è mai appartenuto. Ho ricevuto tutto, tutto appartiene a chi è nel bisogno». E poi Don Peppino Diana, assassinato dalla camorra in chiesa, mentre celebrava la messa. Stessa sorte accadde a don Andrea Santoro, sacerdote di Roma, brutalmente assassinato in Turchia, mentre pregava inginocchiato. E ancora sant’Oscar Romero, mentre celebrava l’Eucaristia nella cappella di un ospedale… molti casi in Africa e altri che neppure conosciamo.
Alla luce di questi eventi, colpisce l’insistenza del vangelo, che ci fa pensare a un altro sangue versato, quello di Gesù crocifisso, e a un altro pane spezzato e distribuito ai poveri, quello eucaristico, alla cui mensa riceviamo il dono della parola, del perdono e del corpo di Cristo, morto e risorto. Portiamo nella nostra preghiera eucaristica di oggi il sangue versato dai profeti e le sofferenze del Corpo mistico di Cristo, attingendo dal sangue versato da Gesù sulla croce la forza per il nostro cammino di questa giornata.
Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
che nella testimonianza dei santi martiri
edifichi il corpo mistico della tua Chiesa,
fa’ che la gloriosa passione,
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
doni a noi protezione perenne.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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