Caffè di mercoledì 30 ottobre 2024

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 ottobre 2024.

30a settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria Teresa di San Giuseppe (Tauscher).

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13, 22-30)

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Quante porte abbiamo trovato chiuse? La sensazione di essere esclusi è spiacevole.

Nei secoli scorsi, al calare della notte, il grande e pesante portone delle città veniva chiuso, a protezione degli abitanti. Restarne fuori era pericoloso. Accanto al portone però c’era una piccola feritoia attraverso la quale si poteva passare una persona alla volta. L’accesso era così stretto da richiedere un po’ di tempo. Nel frattempo, per evitare l’intervento delle guardie, era necessario farsi riconoscere.

Nel Vangelo di oggi, Gesù riprende l’immagine della porta stretta. Molti cercheranno di entrare per quella larga, ma la porta della salvezza è quella stretta.

L’uomo anonimo che interroga il Cristo sembra considerarsi già al sicuro e, dall’alto della sua posizione, si permette di conteggiare quanti altri, oltre a sé, si salveranno. “Sono pochi quelli che si salvano?”. Il Signore è chiamato a rispondere ad una domanda che accendeva un interessante dibattito religioso. I pareri erano discordanti. Per alcuni Rabbini (Mishnah), tutto Israele parteciperà al mondo futuro, mentre per altri (IV Esdra) Dio ha creato il mondo futuro per pochi.

Gesù non svela i numeri (tanti o pochi), ma ci fa capire che nessuno può sentirsi già salvo. Anzi, ci sarà chi implorerà il padrone di casa perché si ricordi ancora di lui: siamo noi! Apri! “Abbiamo mangiato in tua presenza”, siamo sempre venuti a Messa la domenica!

Gesù dice di sé stesso: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato» (Gv 10,9). Il Figlio di Dio invita tutti: sforzatevi! In greco suona “agonìzeste” (Ἀγωνίζεσθε), cioè lottate, gareggiate come gli atleti. Tutte le nazioni affluiranno dai quattro angoli della terra alla porta del regno di Dio, per entrarvi. San Paolo inciterà: “Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!” (1 Cor 9,24).

Proprio per questo, anche se alcuni arriveranno da lontano e per ultimi davanti alla porta, diventeranno primi, al posto di coloro che accampano privilegi inconsistenti. E chi pensava di essere tra i primi, si scopre essere ultimo.

La Chiesa ha ripreso il simbolo della porta e promuove periodi speciali, come i giubilei, durante i quali la porta santa si apre perché più persone possibili possano passare attraverso la Misericordia divina. L’annuncio evangelico è sempre aperto alla speranza.

Preghiamo.
Padre, a te apriamo la porta del nostro cuore.
Aiutaci a passare, scevri da ogni ingombro,
per la porta che è Gesù, tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!

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