Caffè di sabato 9 novembre 2024

di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 novembre 2024.

Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 2, 13-22)

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!».
I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

In tutto il mondo i cattolici celebrano oggi la dedicazione della cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano, come se fosse la loro chiesa, radice di comunione da un angolo all’altro della terra. Non celebriamo quindi un tempio di pietre, ma la casa grande di un Dio che ha scelto di farsi uomo e di vivere in mezzo a noi.

Quando il tempio, a prezzo di sacrifici, era stato eretto, gli Israeliti lo frequentavano per esprimere al Dio vivente la loro fede: era dunque luogo di preghiera, di culto. Non altro. Poi la relazione tra Israele e Dio si venne deteriorando, a misura della crescita del benessere materiale. Gli interessi legati ai soldi e alla banalizzazione della vita presero il sopravento.

In effetti, è la storia di tutti i tempi e di tutti i popoli che ci fa approdare a questa costatazione: non solo si trascura la pratica religiosa, ma si giunge perfino a servirsi della religione per far prosperare i propri interessi. Non a caso abbiamo avuto modo di apprezzare il coraggio di Papa Francesco che ha denunciato apertamente questo male anche dentro la Chiesa. Ecco, “Casa di preghiera” e non mercato è il tempio santo di Dio per un popolo che cerca Lui.

E com’è bello ricordare che questo tempio è anche ciascuno di noi, fatto a immagine e somiglianza di Dio. Qui è la nostra dignità, come quella di ogni uomo che vive al mondo.

Preghiamo.
O Dio, tu hai voluto chiamare tua sposa la Chiesa:
fa’ che il popolo consacrato al servizio del tuo nome ti adori,
ti ami, ti segua e, sotto la tua guida, giunga ai beni promessi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

A tutti voi auguro una giornata piena di bene  e alla presenza di Dio!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***