di mons. Aurelio Gazzera
– carmelitano e vescovo di Bangassou (Repubblica Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 novembre 2024.
32ª settimana del Tempo Ordinario.
Festa di tutti i Santi carmelitani.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,20-25)
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
“Il regno di Dio è in mezzo a voi”. Caspita se è vero! Il regno di Dio è proprio in mezzo a noi. Questa pagina del vangelo ci aiuta a capire principalmente due cose: la prima è che il regno di Dio è qui, non è mai là, altrove, un altro giorno… è qui e oggi. La seconda è di guardare e di scoprire la bellezza del regno di Dio che è all’opera nella nostra vita, nella vita di tante persone.
Riguardo la prima, Gesù dice di fare attenzione, che diranno: eccolo qui, eccolo là! E’ un po’ quello che viviamo nella nostra vita; tante volte pensiamo al regno di Dio, e crediamo che saremmo molto meglio se fossimo in un altro posto, in un’altra condizione, un altro tempo. No, il Signore ci dice: è lì, dove sei, che il regno di Dio sta germogliando, sta lievitando come in una pasta, in un impasto.
La seconda cosa che la parola di Dio ci aiuta a capire oggi è questa bellezza del suo regno che è all’opera. Anni qui in Centrafrica mi aiutano a scoprire giorno per giorno questa bellezza del regno di Dio che è all’opera, nonostante tutto, nonostante tante difficoltà. Ricordo quel bambino che aveva fatto fare 50 km a sua mamma per venire a portarmi un gallo, per venire a vedere padre Aurelio. Ecco, il regno di Dio è questo, questa gratuità, questa bellezza, questa gratuità e bellezza che avverto in tantissime persone quando vado a una messa, a celebrarla da qualche parte, quanto vado a incontrare qualcuno. E’ questa attenzione, l’attesa che c’è di una parola, di un gesto che parli dell’amore e della misericordia di Dio. E anche le volte che vengo in Italia, c’è questa grande attenzione, questo grande rispetto, questa voglia di dare comunque una mano perché il regno di Dio possa crescere e svilupparsi. A volte ricevo da persone che hanno poco, a volte da chi meno te lo aspetteresti, spesso da chi ha già difficoltà e che vive magari con particolari problemi ma lo fa volentieri. Ho visto donare volentieri, ho visto farlo col cuore, con la generosità e proprio con la bellezza del regno di Dio.
E, per finire, un’ultima cosa: il regno di Dio è questa presenza che ci spinge ogni giorno, ci arricchisce ogni giorno: ogni giorno ci aiuta e ci spinge a fare molto di più per gli altri, molto di più di quello che faremmo per noi stessi. E questo è il germoglio che sta spuntando nel nostro cuore. Il regno di Dio è in mezzo a noi.
Preghiamo.
Ti ringraziamo, Signore, perché hai portato il tuo regno sulla terra
con la tua vita, con le tue parole, con la tua morte e la tua risurrezione.
Ti preghiamo di aiutarci ogni giorno
a non cercarlo altrove, ma a viverlo nel nostro cuore,
perché questo regno possa germogliare, possa crescere,
possa lievitare in noi per la vita del mondo. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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