Caffè di venerdì 15 novembre 2024

di padre Fabio Ceriotti
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 novembre 2024.

32ª settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione di tutti i defunti carmelitani.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17, 26-37)
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

Per educare i suoi discepoli alla vera speranza, Gesù completa il discorso sulla sua ultima venuta. Fa questo perché la speranza non diventi qualcosa di impalpabile o produca facili illusioni. Il Signore la unisce alla fede: questo ci lega fin d’ora alla sua persona e ci immette nel mistero della sua morte e risurrezione. Se la speranza va di pari passo con la fede, allora come credenti noi sappiamo chi aspettiamo e non ci interessa più quando e come accadrà.

Gesù fa due esempi: quello di Noè e quello di Lot. Solo apparentemente questi due fatti storici mettono in rilievo il carattere improvviso del diluvio e della pioggia di fuoco. In realtà, con essi, Gesù vuole segnalare la necessità di stare pronti di fronte a Dio: pronti per riconoscerlo, per essere da lui introdotti nella gioia eterna e così entrare in piena comunione con lui. Il vero insegnamento dunque è questo: non dobbiamo considerare solo le figure dei credenti come Noè e Lot, ma anche i loro contemporanei, così ben rappresentati dalla moglie di Lot. Essi vivevano lontani da Dio e preoccupati solo dei beni terreni: in questa situazione furono sorpresi da queste catastrofi. Gesù richiama l’attenzione sulla loro indifferenza all’imprevedibile azione di Dio, sula loro cecità e incapacità a cogliere i segni dei tempi.

Noi, che siamo suoi discepoli, siamo chiamati a “ricordarci della moglie di Lot”, ad avere questo ricordo, questa memoria. Infatti la memoria del credente deve essere considerata una miniera, dalla quale estrarre materiali più o meno preziosi per riconoscere i messaggi che il Signore semina nella nostra giornata.

Infatti, essa deve diventare un criterio diagnostico, un filtro di tutto quello che ci accade qui e ora per capire dove ci troviamo, quali distrazioni evitare, per lasciar perdere ciò che deve essere perduto e conservare ciò che deve essere conservato. Solo agendo così potremo essere persone che vivono una vita vera, allontanando gli avvoltoi del male che vogliono straziare il nostro spirito.

Preghiamo.
O Dio, Padre della luce, creatore del sole e degli astri,
fonte dell’intelligenza e della fede,
fa’ che tutti gli uomini mossi dallo Spirito Santo,
ti cerchino con cuore sincero
e vedano la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti voi!

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