Caffè di sabato 16 novembre 2024

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 novembre 2024.

32a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.

Testi liturgici per la Memoria di Santa Maria in Sabato:

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,1-8)

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

L’invito a pregare, a pregare sempre e senza mai stancarsi, è sempre stata una parola di Gesù che ha tormentato generazioni di cristiani. Come si fa a pregare sempre? Chi di noi non hai mai provato stanchezza durante la preghiera? Chi di noi non si è mai distratto o guardato l’orologio? Chi di noi, invece di pregare, ha preferito immergersi in altre attività più utili e interessanti? O chi di noi, vedendo la propria preghiera non esaudita, non ha gettato la spugna, dichiarando che pregare non serve a nulla?

Gesù, in realtà, non ci invita a pregare, ma dice piuttosto che si tratta di una necessità. Come respirare o mangiare. Non ci si dimentica di respirare o di mangiare. Nessuno ha mai detto: “Oggi non ho tempo per respirare o per mangiare. Preferisco distrarmi con qualcosa di più utile e interessante.”? Gesù, si badi bene, non si è rivolto ad una categoria di persone, a degli specialisti della preghiera, a quelli che – come i monaci e le monache – hanno scelto di dedicare la loro vita alla preghiera e quindi hanno tempo e voglia per farlo. La preghiera è una necessità per tutti. Anche per chi non ha tempo o voglia di pregare. Anche per chi deve, ahimè!, mangiare, dormire, lavorare, studiare, fare la spesa, occuparsi degli altri, curare un ammalato…

Il Vangelo di oggi non parla solo della preghiera, ma anche della fede. La preghiera nasce dalla fede, suppone la fede e fa crescere la fede. Un problema nella preghiera, quindi, non è un problema di pigrizia, di tempo o distrazioni, ma è un problema di fede. Chi crede sente il bisogno di pregare e la preghiera è l’espressione più eloquente e naturale della sua fede. Pregare sempre non significa pregare tanto, ma significa affidarsi a Dio in ogni situazione della vita, offrirgli le proprie azioni, le gioie e le sofferenze, le proprie conquiste e le cadute. Ogni situazione è buona, ogni occasione è quella giusta. Allora, se non mancheranno appuntamenti forti ed espliciti per la preghiera, tutta la nostra vita sarà come una preghiera.

Ecco, infine, come Santa Teresina esprimeva il suo modo di intendere la preghiera: “Per me la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella gioia; insomma è qualche cosa di grande, di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù”.

Preghiamo.
O Padre dona alla Chiesa
di perseverare nella fede e nella preghiera
fino a quando farai giustizia ai tuoi eletti
che a te gridano giorno e notte.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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