di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 novembre 2024.
33a settimana del Tempo Ordinario.
San Raffaele Kalinowski, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10)
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Restiamo sempre commossi da questo brano, che non smetterà mai di sorprenderci!
Zaccheo è un uomo che apparentemente ha tutto, ma nel suo castello dorato non ha più relazioni con i suoi cari, con il suo popolo e con il suo Dio… ma solo relazioni interessate con i suoi pari. Pensa di essere forte e temuto, nella sua posizione di esattore delle tasse, ma sente il vuoto e un blocco profondo: combattuto tra l’incapacità di aprirsi all’amore di Dio e il profondo desiderio vederlo.. Così, eccolo che si rede ridicolo, arrampicandosi su un albero, e al tempo stesso mantiene le distanze di sicurezza… ferito dalla situazione e dai giudizi di tutti.
Ma per fortuna Gesù fa il primo passo, lo chiama e gli parla di un “dovere” – quello di fermarsi a casa sua – che è un imperativo divino di fronte a quel piccolo desiderio di Zaccheo… Dio si ferma, anzi, Dio fa cose impossibili, quando vede un peccatore, che apre uno spiraglio nella propria anima. E così, come Zaccheo, anche Gesù fa saltare le convenzioni e si ferma a mangiare in mezzo ai pubblicani e ai peccatori… E non importa se lì intorno “tutti mormorano”, non importa neppure il desiderio di Zaccheo di “dare la metà dei suoi beni ai poveri e di restituire quattro volte tanto ciò che ha rubato”… ciò che conta veramente è il grande miracolo, che sembrava impossibile: “Oggi per questa casa è venuta la salvezza”.
Lasciamo entrare questa salvezza anche nella nostra casa; offriamo uno spiraglio alla misericordia divina, là dove nascondiamo quelle fragilità che riteniamo inguaribili o vergognose… e il Signore non mancherà di stupirci e di renderci, a nostra volta, “operatori di misericordia”, così come lo è stato, in modo infaticabile, Raffaele Kalinowski, che ricordiamo oggi.
Preghiamo.
Il tuo aiuto, Signore Dio nostro,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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