Caffè di giovedì 21 novembre 2024

di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 novembre 2024.

33a settimana del Tempo Ordinario.
Memoria della Presentazione della B. V. Maria.

Dal Vangelo secondo Luca (19,41-44)

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:
«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Il cuore del Signore Gesù è veramente vivo e soffre per ciascuno di noi: è l’immagine del nostro Dio, Trinità Santissima, che ha a cuore la nostra salvezza e la nostra gioia già in questo mondo, per poi donarcela in pienezza nella vita eterna.

Gesù non è impassibile e lontano, piange su Gerusalemme perché essa non ha compreso “quello che porta alla pace”. Non ha compreso il Figlio di Dio, re della pace, che le ha fatto visita, e ognuno è rimasto ai suoi affari, chiuso nelle sue vicende di lotte e di contrasti, di invidie e di competizione.

Il brano di questo Vangelo è la previsione di quello che sarebbe successo nel 70 d.C. con l’assedio e la distruzione di Gerusalemme ad opera dei Romani. Ma il dolore di Gesù “perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata” vale per ogni anima che non lo cerca e non lo ama, vale per ciascuno di noi quando il nostro sguardo non si eleva al cielo e rimane preso solo dalle faccende della terra. E infatti siamo sovente troppo inceppati da guerre fra le nazioni, ma anche da lotte familiari e sociali, con distruzioni urbanistiche, ma ancor più interiori ed affettive.

Cosa significa per noi “riconoscere di essere visitati”? È la consapevolezza di essere chiamati alla comunione con il Signore, alla sua amicizia e a corrispondere al suo amore. Come accade in concreto? Avendo a cuore la nostra vita spirituale, la nostra anima, coltivando la preghiera e crescendo nella pace dentro di noi e con gli altri.

Santa Teresa di Gesù, riformatrice e fondatrice del Carmelo, iniziando il suo libro “Il Castello Interiore”, esprime il suo sconcerto per le anime che sono distratte nel coltivare la propria vita interiore. “Che confusione e pietà non potere, per nostra colpa, intendere noi stessi e conoscere chi siamo! … Sì, sappiamo di avere un’anima, perché l’abbiamo sentito dire e perché ce l’insegna la fede, ma così all’ingrosso, tant’è vero che ben poche volte pensiamo alle ricchezze che sono in lei, alla sua grande eccellenza e a Colui che in essa abita. E ciò spiega la nostra grande negligenza nel procurare di conservarne la bellezza. Le nostre preoccupazioni si fermano tutte alla rozzezza del castone, alle mura del castello, ossia a questi nostri corpi…” (1M 1,2). Il cuore di Santa Teresa è addolorato come il Cuore di Gesù.

Preghiamo.
Padre onnipotente ed eterno,
donaci di conoscere Gesù, nostro re e Signore,
per cercare la sua pace
e per godere qui e per sempre i tuoi tesori celesti.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Buona e santa giornata a tutti voi!

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