di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 novembre 2024.
Festa di Sant’Andrea apostolo.
Domani inizia il nuovo Anno liturgico con il Tempo di Avvento.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,18-22)
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Oggi festeggiamo l’istante che ha cambiato la vita dell’Apostolo Andrea, l’attimo in cui lasciò le reti. Andrea è stato veloce, come San Matteo che “lasciando tutto, si alzò e lo seguì” (Lc 5,28) e come il cieco Bartimeo che “gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù” (Mt 10,50). Ripercorrendo queste narrazioni, sembra che “seguire Gesù” sia strettamente legato all’atto di “lasciare”. Potremmo dire (mi perdonino i professori di analisi grammaticale): “sequela” è voce del verbo “lasciare”.
Nel Vangelo, il Signore chiama due coppie di fratelli a noi ben noti: Simon Pietro e Andrea, Giacomo e Giovanni. E non solo chiama i suoi discepoli “a due a due”, ma li invierà sempre in coppia, l’uno testimone per l’altro. L’Annuncio sarà affidato “a coppie”. E il modo con cui i due stanno insieme è già una testimonianza “visibile” del Vangelo: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35). Tertulliano testimonia che i primi cristiani prendevano queste parole di Gesù così sul serio che i pagani esclamavano, ammirati: “Guardate come si amano!” (Apolog. 39). Oggi chi si affaccia nelle nostre comunità, parrocchie o gruppi, ha la stessa impressione?
Se ai tempi del diluvio universale, dovendo ricominciare da zero, Noè prese nella sua arca due animali di ogni specie (Gen 6,19), il Signore inaugura un nuovo inizio ancora una volta “a due a due”. Si ricomincia sempre insieme. Il Vangelo si vive insieme, non solo in chiesa ma come Chiesa, come assemblea, come comunità fatta di relazioni significative, basate sulla chiamata di Dio.
Andrea e Simon Pietro, Giacomo e Giovanni diventarono insieme discepoli. E, alla fine del Vangelo, Simon Pietro e Giovanni correranno insieme verso il sepolcro vuoto.
Il Signore passa nella vita di quei pescatori in situazioni opposte: i primi erano intenti a gettare le reti, gli altri riparavano le reti al termine di una battuta di pesca. Quasi a dire: non importa in quale momento della nostra vita arrivi la chiamata del Signore. Alcuni di noi sono nel bel mezzo di una situazione, altri hanno già finito… ma per tutti il Signore passa e attraversa la nostra storia per cambiarla con una chiamata.
Sant’Andrea imparò l’insegnamento di Gesù: “Chi vuole essere il primo, deve farsi servo di tutti” (Mc 10,44). Pur essendo più grande di Pietro per età e pur avendo conosciuto il Messia prima di lui, è sempre nominato al secondo posto. E quando fu condannato a essere crocifisso, chiese per umiltà di essere messo su un patibolo diverso da quello di Gesù. Si narra che egli suggerì la croce a X, che da quel giorno porta il suo nome ed evoca la lettera iniziale greca del nome di Cristo.
Preghiamo.
O Padre, per l’intercessione dell’apostolo Andrea accordaci la grazia
di annunciare il Vangelo con la parola e con la vita
e di condurre i fratelli al Signore Gesù.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Buon onomastico a chi porta il nome di Andrea
e una buona e santa giornata a tutti!
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