Caffè di martedì 3 dicembre 2024

di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 dicembre 2024.

1ª settimana del Tempo di Avvento.
Memoria di San Francesco Saverio, sacerdote.

Tempo di Avvento 2024 – Esercizi spirituali online

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,21-24)
 
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Il vangelo ascoltato è composto di due parti: nella prima parte Gesù prega il Padre celeste
con una preghiera di lode e di ringraziamento. Nella seconda parte, che è come il prolungamento
della prima, Gesù si rivolge ai suoi discepoli, quasi per invitarli ad unirsi a lui per ringraziare il
Padre e lodarlo per il privilegio loro dato di far parte delle confidenze di Gesù.
Nella redazione di tutto il Vangelo non troviamo molto spesso la presentazione di Gesù
come una persona gioiosa, una persona che esulta di gioia. Ma nei fatti non è così. E il Vangelo di
oggi ce lo dimostra. Gesù esulta di gioia ed esprime questa gioia ad alta voce per ringraziare il
Padre celeste. Per quale motivo? Per il fatto che ha voluto inviare lui, Gesù, suo Figlio, per rivelare i
suoi disegni d’amore e di misericordia, per rivelare agli uomini che Dio è Padre e che desidera il
bene per i suoi figli, che Dio è amore e che niente può ostacolare i suoi disegni d’amore per la
salvezza dei suoi figli, per poterli aiutare a raggiungere la vera felicità che è quella di conoscerlo e
amarlo per poi goderlo per sempre in Paradiso.
Dicevo che niente può ostacolare l’amore di Dio, che per raggiungere il suo scopo ci ha
mandato suo Figlio, che si è sacrificato per noi. Però, se da una parte Dio si offre a noi uomini, non
tutti sono pronti ad accoglierlo e a ricevere le sue confidenze. I dotti e i sapienti si sentono già
appagati e quindi non hanno bisogno di accogliere il Regno di Dio, che è Gesù stesso. Ebbene,
Gesù, che Dio ha mandato a portare la Buona Novella, rivela questa Buona Novella ai piccoli che
l’accolgono con cuore umile e semplice come i bambini. I bambini, infatti, sono pronti ad ascoltare
le parole del padre o della madre senza contestare, senza mostrare di saperne più di loro. I bambini
accolgono la parola del papà e della mamma non tanto perché ne colgano tutto il significato, ma
perché si fidano di loro, perché sanno che li amano, che si sacrificano per loro, perché vogliono il
loro bene. I bambini, anche se dopo aver fatto una marachella ricevono un castigo capiscono che è
per il loro bene e che sono perdonati e che possono nuovamente ricevere il loro abbraccio.
Un esempio di questa confidenza, di questo abbandono lo troviamo in S. Teresa di Gesù
Bambino. Essa sapeva di essere piccola e che tutti i suoi meriti erano quelli di Gesù. “I piccoli –
diceva – se cadono non si fanno male come i grandi”.
Anche noi oggi vogliamo accogliere la Parola di Gesù con cuore semplice come i bambini.
È questo l’invito che ancora una volta il tempo di Avvento ci rivolge.

Preghiamo
Accogli, o Padre, le preghiere della tua Chiesa e soccorrici nelle fatiche e nelle prove della vita;
la venuta del Cristo tuo Figlio ci liberi dal male antico che è in noi e ci conforti con la sua presenza.
Lui che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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