di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 dicembre 2024.
2ª settimana del Tempo di Avvento.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,17-26)
Un giorno Gesù stava insegnando. Sedevano là anche dei farisei e maestri della Legge, venuti da ogni villaggio della Galilea e della Giudea, e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
Ed ecco, alcuni uomini, portando su un letto un uomo che era paralizzato, cercavano di farlo entrare e di metterlo davanti a lui. Non trovando da quale parte farlo entrare a causa della folla, salirono sul tetto e, attraverso le tegole, lo calarono con il lettuccio davanti a Gesù nel mezzo della stanza.
Vedendo la loro fede, disse: «Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati». Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere, dicendo: «Chi è costui che dice bestemmie? Chi può perdonare i peccati, se non Dio soltanto?».
Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Perché pensate così nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire “Ti sono perdonati i tuoi peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi il tuo lettuccio e torna a casa tua». Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e andò a casa sua, glorificando Dio.
Tutti furono colti da stupore e davano gloria a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose».
Un paralitico, nel suo stato di immobilità fisica, muove a compassione alcuni amici, che faticosamente lo conducono da Gesù, e mossi da grande fede, davanti all’ostacolo della folla, calano il malato dal tetto, nel mezzo della stanza dove il Signore stava insegnando. Gesù resta ammirato della loro fede e compie un gesto sorprendente: prima di guarire il corpo, guarisce l’anima, dicendo al paralitico: “Coraggio figlio, ti sono perdonati i peccati”. In questo, Gesù ci ricorda che la più grande guarigione è quella interiore. Il perdono dei peccati, il potere ri-vivere in amicizia con Dio, come suoi veri figli, e con i fratelli e sorelle è il dono più prezioso.
Ma c’è un’altra lezione importante in questo episodio. La comunità. Il paralitico non sarebbe arrivato a Gesù senza l’aiuto dei suoi amici. Questo ci invita a chiederci: sappiamo portare gli altri a Cristo con il nostro amore e la nostra fede?
Preghiamo.
Salga a te, o Padre,
la voce della nostra preghiera,
perché il desiderio di servirti
ci conduca a celebrare con cuore puro
il grande mistero dell’incarnazione del tuo Figlio unigenito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
A tutti voi auguro una giornata piena di bene e alla presenza di Dio!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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