Caffè di sabato 14 dicembre 2024

di padre Saverio Cannistrà
– ex superiore generale dei Carmelitani Scalzi – Roma –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 dicembre 2024.

Per i carmelitani: solennità di San Giovanni della Croce.

Testi liturgici e canti per la solennità di san Giovanni della Croce:

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-17)

In quel tempo, Gesù alzati gli occhi al cielo, disse: “Consacrali nella verità, la tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”.

San Giovanni della Croce, il carmelitano scalzo, dottore della Chiesa che oggi celebriamo, comincia una delle sue opere più celebri, il Cantico Spirituale, con queste parole: «Quando l’anima si rende conto». Si può dire che tutta l’opera di Giovanni, le poesie, i lunghi commenti, le brevi e fulminanti sentenze, mirano a questo, a risvegliare le nostre anime perché «ci rendiamo conto», perché prendiamo coscienza. Ma di che cosa dobbiamo prendere coscienza? Non siamo forse già sufficientemente consapevoli di ciò che siamo, della realtà in cui viviamo, delle persone e delle cose che ci circondano?

Giovanni ci aiuta a mettere in discussione le nostre evidenze e le nostre certezze. Forse quello che finora abbiamo visto e conosciuto non è davvero la realtà, ma è piuttosto la proiezione di noi stessi, la nostra immagine riflessa in uno specchio che non ci consente di scoprire il vero volto dell’altro. Anche quando parliamo di Dio, siamo sicuri che stiamo davvero parlando di Lui? Siamo sicuri di essere davanti al volto del Dio vivo e vero, del Dio uno e trino? O siamo di fronte all’ennesima riproduzione del nostro io divinizzato? Forse è proprio per questo che spesso siamo annoiati e stanchi, perché non facciamo altro che girare intorno a noi stessi.

Se c’è qualcuno che può aiutarci a rompere questo circolo magico e a evadere da questa prigione del nostro io, è proprio Giovanni della Croce. Questa è stata la sua missione e il suo dono più grande: aiutare i fratelli e le sorelle a uscire da se stessi per vedere quanto è grande e bello il mondo che ci circonda e ancora di più Colui che lo ha creato e lo ha salvato.

Giovanni sa bene, per esperienza, che uscire dalle intricate e trafficate vie del nostro io non è facile. Richiede tempo, impegno, fiducia. Bisogna disporsi ad affrontare un lungo viaggio, che durerà tutta la vita. Dovremo superare ostacoli e barriere, varcare confini che prima neppure sospettavamo. Scopriremo che siamo fatti di tanti strati e livelli e che le esperienze diventano tanto più ricche quanto più profondo è il livello in cui le viviamo. Il viaggio che Giovanni ci propone non è un viaggio in orizzontale, ma in verticale: andare verso il centro piuttosto che muoversi sulla superficie, approfondire la conoscenza di poche e piccole cose necessarie, piuttosto che moltiplicare le esperienze, senza approfondirne nessuna.

Giovanni è un buon maestro e come tale è esigente, ma anche paziente. Sa che possiamo farcela. Soprattutto sa che il Dio che ci ha creato vuole che ce la facciamo, che arriviamo fino a Lui, per poter finalmente contemplare il suo sorriso, il suo sguardo pieno di amore e di bontà per i suoi figli. E anzi, Dio non sta fermo ad attenderci sulla porta di casa, ma ci viene incontro, come ci ricorda il tempo liturgico dell’Avvento, perché è il Dio che è, che era e che viene.

Preghiamo.
O Dio, che hai guidato san Giovanni della Croce alla santa montagna che è Cristo,
attraverso la notte oscura della rinuncia e l’amore ardente della croce,
concedi a noi di seguirlo come maestro di vita spirituale,
per giungere alla contemplazione della tua gloria.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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