di fra Gerard Haitom Yiwere
– Comunità di Genova –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 dicembre 2024.
Ottava di Natale.
Festa di Santo Stefano, primo martire.
Dal vangelo secondo Matteo (Mt 10, 17-22)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».
Che cosa si deve aspettare un cristiano? Cosa promette Gesù ai suoi discepoli? Gesù fa presente le realtà e le difficoltà che il discepolo deve affrontare nel testimoniare il suo nome. Il cristiano è chiamato a dare testimonianza della sua fede in Dio. Per questa sua vocazione, sarà disprezzato da tutti gli uomini: i governatori, i pagani, i genitori, i fratelli e sorelle, i figli e amici. Ma Gesù rassicura in due cose: “non preoccupatevi di come o di che cosa direte… lo Spirito del Padre vostro parla in voi” e “chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”.
Cari fratelli e sorelle, che cosa dobbiamo temere, allora? Se ci fidiamo, lo Spirito Santo animerà la nostra missione e la nostra vita. Non a caso, celebriamo il martirio di Santo Stefano: ci viene presentato come modello di colui che si è immerso nel mistero dell’Incarnazione, della Passione e della Risurrezione di Gesù. Stefano, il cui nome significa coronato, è stato coronato dagli uomini attraverso il martirio, ma viene soprattutto glorificato da Dio. Lui stesso esclama: “Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio” (At 7,56). Allora, attraverso la fede e la perseveranza, giungiamo alla visione beatifica di Dio. “Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, lo Spirito di Dio riposa su di voi” (1Pt 3,14), ci dice S. Pietro.
Concludo con l’augurio natalizio di Santa Elisabetta della Trinità: “Chiederemo al Verbo, Incarnato per amore, che stabilisca la sua dimora nelle nostre anime e che queste non possano più lasciarlo” (Lt 180).
Preghiamo.
Ti rendiamo grazie
per i molteplici doni della tua misericordia, o Padre,
che ci salvi con la nascita del tuo Figlio
e ci allieti con la celebrazione del santo martire Stefano.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buone feste di Natale a tutti!!!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.