di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 dicembre 2024.
Ottava di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 36-40)
[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.
Non si chiede l’età a una signora, ma il Vangelo ci svela che di primavere Anna ne aveva già ottantaquattro. Era rimasta vedova dopo i primi sette anni di matrimonio e, se ci si sposava circa a tredici anni, questo significa che era rimasta da sola da quando ne aveva venti, e che viveva senza sposo da ben sessantaquattro.
La sua vita è un modello di perseveranza e di speranza.
E’ un esempio di perseveranza perché digiuna e prega tutti i giorni, senza allontanarsi mai dal luogo di culto. E quando il piccolo Gesù viene portato a Gerusalemme, l’anziana profetessa si accorge dalla presenza di Dio. Quante persone c’erano nell’edificio sacro quel giorno? Solo Simeone e Anna si sono fatti voce di profezia. Nella nostra giornata incontriamo tante persone: preghiamo che il Signore ci renda attenti al passaggio del prossimo nella nostra vita. E se noi siamo tempio vivente di Dio, “abitiamo” la nostra anima, perché il passaggio di Cristo non ci trovi assenti.
Anna è anche un esempio di speranza; non si lascia intristire da quanto le è accaduto (perdere il marito ancora giovane), ma anche se molto avanti negli anni, sa dire parole positive (loda Dio) e sa indicare la salvezza (la “redenzione di Gerusalemme”).
Si potrebbe pensare che Anna non abbia più nulla da chiedere alla vita; di solito si preferisce la gioventù e gli anziani sono considerati un peso. Ma lei sta alla “presenza di Dio”, e Dio diventa per lei presenza quotidiana e amica a cui presta servizio volentieri, serenamente. In questa donna si realizzano le parole del salmo 92: «Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno fiorenti e rigogliosi, per annunziare quanto è retto il Signore».
Il meglio della sua lunga vita accade alla fine della sua esistenza: l’incontro con la santa famiglia e la conoscenza del Salvatore del mondo. Se prima digiunava e pregava notte e giorno nel tempio, ora loda Dio. A ottantaquattro anni diventa un apostolo di Cristo e parla dell’arrivo del Redentore a tutti quelli che aspettavano la redenzione d’Israele.
Questa donna rappresenta tutta l’umanità, il cui destino è vedere il volto del Signore.
Il passo del Vangelo che contempliamo oggi si conclude con la constatazione che il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e che la grazia di Dio era su di lui. È ciò che chiediamo al Signore per ciascuno di noi: che lo Spirito Santo ci fortifichi nelle prove e illumini i nostri pensieri con la sua sapienza, affinché traiamo beneficio dalla grazia del Signore.
Preghiamo.
O Padre,
concedi ai tuoi figli di adozione,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.