Caffè di domenica 5 gennaio 2025

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 gennaio 2025.

2ª domenica dopo Natale.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Il mistero del Natale che celebriamo in questi giorni ci coinvolge profondamente e continua a riempirci di meraviglia. Il grande Prologo di Giovanni richiede l’attenzione del nostro cuore anche in questa seconda domenica dopo Natale. Sebbene lo abbiamo già ascoltato il 25 dicembre, sentiamo il bisogno di tornare su queste parole, perché la loro comprensione si approfondisce ogni volta che le meditiamo. Con uno spirito contemplativo, sostiamo di fronte a questo messaggio che ci lascia senza fiato.

Il tempo dell’umanità si fonde con l’eterno e il mistero si svela in una luce infinita: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”. Il Verbo non è solo una parola pronunciata: è vita, presenza, relazione. Eppure, c’è un dramma: “Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. Che mistero insondabile, che dolore! Ma anche qui, il Vangelo non lascia spazio alla disperazione: “A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”. Questa è la buona notizia che ci riempie di speranza: Dio non si è arreso. Anzi, ha scelto di avvicinarsi ancora di più. “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”. Non ha scelto di manifestarsi con fragore o potenza, ma nella semplicità di una carne come la nostra, nelle pieghe della nostra quotidianità. Dio ha messo la sua tenda tra le nostre case, condividendo le gioie e le fatiche, le speranze e le paure.

Oggi possiamo ancora aprire il cuore a questa presenza viva e lasciarci abbracciare da quella luce che illumina, riscalda e dona vita. Non è una luce che acceca, ma svela la bellezza di ciò che siamo chiamati a essere: figli amati. Siamo chiamati a essere testimoni di questa luce, a rifletterla nei nostri gesti, nelle nostre parole, nelle nostre scelte quotidiane.

Verbo di Dio, illumina il nostro cammino!

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti,
riempi della tua gloria il mondo intero,
e rivelati a tutti i popoli
nello splendore della tua luce.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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