di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 gennaio 2025.
Tempo di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 14-22a)
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo o solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Oggi, e per ancora più di 355 giorni, siamo e saremo nell’anno di grazia del Signore, l’anno santo del Giubileo. E ogni oggi non può passare come se nulla fosse. Abbiamo il dono e la responsabilità di poterlo vivere con coscienza. Che cos’è, dunque, quest’oggi giubilare?
È un oggi carico di speranza e ricco di compimento, perché “l’Amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito che ci è stato dato”. È lo Spirito del Signore, potente ed operante che rende possibile l’attuarsi, anche in noi, della liberazione e della guarigione: la liberazione dal peccato che deturpa la bellezza della nostra vita e che rovina la vita degli altri, e la guarigione dal pessimismo e dalla disperazione che ci inducono a guardare il presente e l’avvenire con sfiducia e negatività.
Ciascun battezzato, ogni figlio e figlia di Dio, è stato ancorato al Paradiso attraverso la virtù teologale della speranza. Le burrasche e le tormente della vita non hanno il potere di levarci da questo ormeggio celeste, se noi decidiamo di agguantare la cima che ci lega all’ancora.
Le parole di Santa Teresa d’Avila, scelte anche nel Catechismo della Chiesa Cattolica per spiegare la speranza, ci aiutino a sostenerci vicendevolmente in questo cammino giubilare: «Spera, anima mia, spera. Tu non conosci il giorno né l’ora. Veglia premurosamente: tutto passa in un soffio, sebbene la tua impazienza possa rendere incerto ciò che è certo, e lungo un tempo molto breve. Pensa che quanto più lotterai, tanto più proverai l’amore che hai per il tuo Dio e tanto più un giorno godrai con il tuo Amato, in una felicità ed in un’estasi che mai potranno aver fine».
Preghiamo.
O Padre, che nel tuo Figlio
hai fatto sorgere su tutti i popoli la luce eterna,
concedi a noi di riconoscere la gloria del redentore,
perché, illuminati dalla sua presenza,
giungiamo al giorno che non tramonta.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.