Caffè di domenica 12 gennaio 2025

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 gennaio 2025.

Festa del Battesimo di Gesù.
Termina il Tempo di Natale.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 3, 15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il Battesimo di Gesù conclude il tempo di Natale, che ci pare già lontano lontano, e ci proietta nel tempo Ordinario e nella quotidianità fatta di lavoro e impegni, peraltro già ripresi da tempo.

È una festa natalizia, ma dal sapore molto pasquale, perché Gesù è adulto e, a parte questo episodio, affiderà ai suoi apostoli il mandato di battezzare dopo la sua risurrezione. Se pensiamo al suo battesimo, pensiamo anche al nostro, e i battesimi in antico si facevano proprio a Pasqua, dopo una seria preparazione, perché era la porta per entrare nella vita cristiana, una cosa importante e impegnativa, e non solo un lavaggio esteriore. Era così importante che anche l’edificio battesimale era imponente e solenne -pensate ai battisteri di Pisa, Firenze ecc…- ed era di fronte alla Cattedrale perché, una volta immersi in Cristo e diventati cristiani, si partecipava a pieno titolo all’Eucaristia da uomini e donne nuovi.

È bello pensare che Gesù è stato solidale con noi non solo con la sua nascita e morte, ma anche con questo gesto fondamentale: Lui non ne aveva bisogno, noi sì! Eppure, si fa nostro fratello, e anche a noi -siamo sicuri- il Padre dice che siamo figli amati e ci dona quel fuoco che è lo Spirito, che sempre ci arderà dentro anche se alle volte sembra soffocato da tante cose e dai peccati. È brace sotto la cenere, che non vede l’ora di avere un po’ di aria fresca per riattizzarsi in una vita degna di figli! Il battesimo, quindi, è un dono e un seme che attende le cure premurose di ciascuno, per fiorire e dare credibilità al nostro essere figli di Dio. Abbiamo tutto quel che serve per fare un cammino vero, liberi di amare Dio e camminare con i fratelli per portare a compimento la salvezza che ci è affidata.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo amato Figlio
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli di adozione,
rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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