di padre Maurice Maikane
– Comunità di Varazze (SV) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 gennaio 2025.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 2, 18-22)
In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Cari fratelli e sorelle, ogni riga del vangelo è una novità nella vita cristiana, una novità di vita unita a Cristo. Il vangelo di stamattina ci parla del digiuno. Il digiuno è una pratica assai antica, praticata in quasi tutte le religioni. Gesù stesso l’aveva praticato durante i quaranta giorni nel deserto.
Il digiuno è la capacità di dimostrare che siamo liberi davanti a un bisogno: questo bisogno non deve comandare sulla nostra vita. Chi sa digiunare da un pasto, da una sigaretta, potrà chiedersi se è capace di digiunare da tutte quelle altre cose che forse gli creano una dipendenza o una schiavitù interiore. Infatti, la mortificazione significa fare morire in noi tutto ciò che ci imprigiona.
Gesù è un Dio-Sposo, che dà un vero senso alla nostra esistenza. Esistiamo per lui, con lui e in lui. Quando egli è in mezzo a noi, è sempre l’occasione dell’allegria e della festa. In Gesù si celebrano le nozze di Dio con l’umanità. Lui si è unito a noi, si è fatto come noi per farci come lui. «Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse Dio» (Sant’Ireneo). Noi cristiani siamo uniti al nostro Signore come la sposa allo sposo. Chiamandosi Sposo, Dio ci ha dato la più bella presentazione di sé e di noi. Sposo e sposa sono due termini relativi: l’uno non può stare senza l’altro. I due vivono in comunione e intimità di vita, formano una carne sola e hanno un unico spirito.
Chiediamo al Signore che ci faccia sempre essere aperti a ricevere il suo grande dono, perché la nostra vita non sia una sconfitta dove il vino spacca gli otri, ma una vita nuova, che veramente glorifica Dio.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona e felice giornata a tutti.
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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