di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 gennaio 2025.
2a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3, 1-6)
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Questo brano che abbiamo ascoltato è davvero una pagina tragica del Vangelo, sia per Gesù, perché vogliono la sua morte, sia per i suoi interlocutori, perché con il loro cuore indurito mostrano di essere già morti interiormente. E’ impressionante vedere il loro atteggiamento, il loro odio cieco: all’inizio, di fronte all’uomo malato, “stavano a vedere se lo guariva, per accusarlo”, e alla fine, di fronte al segno della guarigione, “tennero consiglio contro di lui per farlo morire”. Davvero anche noi, con Gesù, sentiamo tutta l’indignazione e tutta la tristezza per una tale durezza di cuore.
Con le sue parole, Gesù vuole farci fare un passaggio importante: dal piano del “lecito”, del legale, al piano più profondo di “fare del bene o fare del male”, addirittura “salvare una vita o ucciderla”. Con questo, ci dà una grande lezione di vita, anche a livello umano e sociale: fare il bene ed evitare il male è la grande legge morale fondamentale, e non c’è legge umana che tenga; il bene non diventa male e il male non diventa bene solo perché una norma dichiara una cosa lecita o non lecita. Anzi, l’attaccamento alla legge, svuotato dell’attaccamento al bene, può portare alle conseguenze che abbiamo ascoltato: alla durezza di cuore, all’odio, alla sete di morte.
E noi? Abbiamo la passione del bene? Lo cerchiamo, lo riconosciamo, lo seguiamo? E combattiamo il male? La cultura che ci circonda non parla più di bene e di male, ma i suoi nuovi principi morali sono “vivi e lascia vivere”, “ognuno è libero di fare ciò che vuole”, “niente è per sempre, faccio quello che mi sento al momento”.
Meditiamo e gustiamo oggi le parole di Gesù, e chiediamo questa grazia: la passione del bene. In unione con Gesù, anche noi possiamo essere canali e strumenti di salvezza, nel nostro piccolo, nelle azioni più nascoste.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.