Caffè di sabato 25 gennaio 2025

di padre Giustino Zoppi
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 gennaio 2025.

Festa della Conversione di San Paolo.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-18)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno»

Credo proprio che nessuno più di San Paolo abbia vissuto in pienezza questo invito di Gesù che abbiamo ascoltato: andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura. Tutte le sue lettere sono piene e traboccano di questo slancio, di questa sua operosità a favore del vangelo e a favore della Chiesa. Quante sofferenze, quante fatiche prima di tutto, quante tribolazioni, quante avversità… quante gioie ma anche quante delusioni ha patito per le Chiese, per Gesù, per il vangelo, per l’edificazione del popolo di Dio.

Ma noi ci domandiamo: quando è cominciato tutto questo? Qual’è la sorgente di questa energia, di questo slancio? Non sta in una scoperta ideale: tutto è nato con un incontro, un incontro con una persona, una persona viva, quella che lui voleva schiacciare, quella che lui stava perseguitando. E da questo incontro è nato tutto il suo lavoro. E’ stato un incontro che ha cambiato la vita di Paolo, ma non l’ha stravolta. In fondo, ha continuato quello che faceva prima. Come gli apostoli erano pescatori e hanno continuato ad essere pescatori, ma pescatori di uomini, così San Paolo era un lottatore per la fede, un lottatore per la legge, per far rispettare la legge, per combattere i nemici della legge, e adesso diventa ancora un lottatore, però per Gesù Cristo. Che differenza rispetto a prima! Prima lottava per una legge, per dei precetti, adesso lotta per una persona, per una persona da cui ha scoperto di essere amato prima che lui lo conoscesse, ed ora lui lo sta amando con una passione straordinaria.

Cari fratelli e sorelle, questa è una lezione che dobbiamo apprendere da San Paolo. Noi non siamo chiamati ad annunciare delle parole, delle idee, non siamo chiamati a testimoniare dei comportamenti anche vissuti bene, morali, ma siamo chiamati ad annunciare una persona: noi siamo chiamati a mettere in comunicazione gli altri con una persona. Sarà poi questa persona a infiammare l’animo di quelli che noi incontriamo, un po’ come deve infiammare il nostro. Se non c’è questo incontro col Signore, se non c’è questa presenza, se non c’è questa sorgente, allora la nostra testimonianza è arida, la nostra testimonianza è vuota, soprattutto la nostra testimonianza non convince, non attrae, non converte.

L’intercessione di San Paolo aiuti la nostra Chiesa a dare questo tipo di testimonianza, tutta raccolta attorno alla persona di Gesù.

Preghiamo.
O Dio, che hai illuminato tutte le genti
con la predicazione del beato apostolo Paolo,
dona a noi, che oggi celebriamo la sua conversione,
di camminare verso te seguendo i suoi esempi,
per testimoniare la tua verità dinanzi al mondo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Cari fratelli, l’incontro di San Paolo col Signore Gesù
ispiri anche noi all’incontro profondo col redentore,
sia per essere da lui purificati, sia ancora per fare di noi degli apostoli.
Buona giornata!

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