Caffè di mercoledì 5 febbraio 2025

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 febbraio 2025.

4ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Sant’Agata, vergine e martire.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6, 1-6)
 
In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Gesù torna a casa. E cosa ti aspetti quando torni a casa? Affetto, accoglienza, magari anche una certa fierezza da parte di chi ti conosce da sempre: “È uno dei nostri! Guardate che cose straordinarie ha fatto!”. I discepoli forse sono carichi di aspettative: chissà come si saranno immaginati questo momento. Magari Gesù li ha preparati: “Ora vi porto nel mio villaggio, vedrete come si apriranno alla mia Parola”.

Ma la realtà è diversa. Gesù entra nella sinagoga, insegna, e la gente rimane a bocca aperta: “Da dove gli vengono queste cose?”. Lo stupore c’è, sì, ma subito si trasforma in diffidenza: “Ma non è il falegname?”. Si stupiscono delle sue parole, ma non riescono a fidarsi. Lo rinchiudono nel loro piccolo orizzonte: Gesù, il Messia, non può essere “uno di loro”. Troppo banale, troppo quotidiano.

E Gesù? Anche lui si stupisce, ma della loro incredulità. Forse anche i discepoli ci sono rimasti male: “Che figura! Qui non lo capisce nessuno!”. Gesù non si scoraggia. Non cerca applausi, non si abbassa a fare spettacoli per convincerli. Non è uno showman in cerca di followers che guarda il risultato dell’applausometro, ma è un profeta. E i profeti, lo sappiamo, sono sempre stati rifiutati proprio da chi doveva capirli meglio.

E allora riprende il cammino, va in altri villaggi. Cerca cuori aperti, capaci non solo di stupirsi ma anche di fidarsi. La fede vera, sì, ha bisogno di stupore, del “wow” davanti a un Dio che agisce nella vita in modi semplici e normali, ma poi va accolta nella persona stessa di Gesù. Noi che forse siamo “di casa” con Gesù e lo conosciamo da tempo, ascoltiamo il Vangelo, preghiamo, frequentiamo i sacramenti… come lo accogliamo? Il rischio di fare come quei compaesani rimane: crediamo di sapere già tutto di lui e finiamo per dargli meno peso.

È il momento di lasciarci sorprendere di nuovo, come fosse la prima volta, di guardare a Gesù non solo come al “falegname” che già conosciamo, ma come al Signore che ha parole capaci di cambiare davvero la nostra vita. E se in passato ci siamo chiusi come quei compaesani, ricordiamoci che lui non si arrende mai: continua a cercare cuori pronti a fidarsi. Magari oggi il prossimo villaggio… siamo proprio noi.

Preghiamo.
Donaci, o Signore, la tua misericordia
per intercessione di sant’Agata, vergine e martire,
che sempre ti fu gradita
per la forza del martirio e la gloria della verginità.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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