di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 febbraio 2025.
5a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5, 1-11)
In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
Cari fratelli e sorelle, il Vangelo di oggi ci porta sulle rive del lago di Genesaret, dove Gesù incontra alcuni pescatori stanchi e scoraggiati dopo una notte infruttuosa. Tra loro c’è Simone, che presto diventerà Pietro. Gesù lo invita a fare qualcosa di apparentemente assurdo: “Prendi il largo e gettate le reti per la pesca”, in pieno giorno, per di più, e non di notte, come è saggio fare!
Pensiamo a Simone in quel momento. Era stanco, forse frustrato, ma qualcosa lo spinge a fidarsi. E quel semplice atto di affidamento e fiducia cambia tutto: la rete si riempie quasi al punto di rompersi. Simone, vedendo quel prodigio, si riconosce peccatore, indegno di essere lì con Gesù. Ma Gesù non lo allontana, anzi, gli dice: “Non temere, d’ora in poi sarai pescatore di uomini.”
Questa chiamata ci riguarda tutti. Gesù non ci chiama per ciò che siamo, per le nostre qualità o le nostre debolezze. Ci chiama per ciò che lui sa che possiamo diventare con la sua grazia. Lui non cerca persone perfette, ma cerca cuori aperti e disposti a fidarsi.
Oggi il Signore ci invita a “prendere il largo”, a uscire dalle nostre apparenti sicurezze, dalle nostre abitudini, ad avere fiducia in lui. Con lui le reti della nostra vita si riempiranno di senso, con lui i nostri sforzi non saranno vani, perché sarà lui ad agire in noi e per noi.
Preghiamo.
O Dio, tre volte santo,
che hai scelto gli annunciatori della tua parola
tra uomini dalle labbra impure,
purifica i nostri cuori con il fuoco della tua parola
e perdona i nostri peccati con la dolcezza del tuo amore,
così che come discepoli seguiamo Gesù, nostro Maestro e Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
A tutti voi auguro una giornata piena di fiducia nel Signore!
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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