di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 febbraio 2025.
5a settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria di Lourdes.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 7,1-13)
In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
Aldilà della formidabile modernità dell’igiene di quei farisei, per Gesù la questione è solo un spunto in più per gettare altro disinfettante su quella piaga spirituale aperta e dolorosa: quell’aver perso di vista, da parte dei farisei, il cuore pulsante della Parola di Dio, finendo per difendere una tradizione tutta umana che aveva solo più da alimentare se stessa. Una gran brutta ferita interiore, difficile da rimarginare. E’ persino più facile parlare ai peccatori e mostrare loro il loro male – insieme alla misercordia di Dio – e convertirli, che parlare a quelli che, in effetti, non fanno niente di male, ma – tremenda espressione – “annullano la Parola di Dio”. Al peccatore puoi mostrare chiaramente l’errore, ma al giusto? Come mostrargli che il suo cuore è lontano da Dio, anche se fa tutto alla perfezione? Gesù prova a farlo rimettendo al primo posto i comandamenti, in questo caso quello di onorare il padre e la madre, e, più in generale, indicando i precetti dell’amore come il cuore di tutta la Legge di Dio. Malattia più grave di molti atti peccaminosi è questo legalismo senza amore, nel quale tutti rischiamo di rifugiarci per difendere, in fondo, un’immagine buona di noi stessi o, addirittura, qualche interesse materiale, come nel caso citato dal Signore, o anche solo le nostre abitudini. Riceviamo anche noi, oggi, con gratitudine, questo “schiaffo morale”, se mai ci sorprendessimo ad annullare la forza e la bellezza della Parola di Dio nella nostra vita.
Preghiamo.
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, o Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione.
Per Cristo nostro Signore. Amen
Una buona e santa giornata a tutti!
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