di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 gennaio 2025.
7ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,35-41)
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Iniziamo questo nuovo mese abbracciati da Gesù, che non solo benediceva i bambini imponendo le mani su di loro, ma ci invita anche a diventare come bambini tra le braccia di Dio. Il Vangelo di oggi, da una parte, ci regala l’immagine di un Gesù protettivo e amorevole, dall’altra ci rivela anche il segreto del cammino cristiano. La Via dell’Infanzia Spirituale è stata percorsa in modo esemplare da Santa Teresa di Lisieux, la cui vita è una testimonianza di come accogliere il Regno di Dio con l’umiltà e la semplicità di un bambino.
Dio cambia la storia attraverso “i piccoli” e non attraverso i superbi, che si perdono nei “pensieri del loro cuore”. Sono i piccoli, infatti, i veri protagonisti della storia della salvezza, sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento. Gesù fa spesso riferimento a questa categoria di persone, sottolineando l’importanza dell’umiltà, della semplicità e della povertà di spirito. In Matteo 18,3, Gesù afferma: “In verità vi dico, se non diventate come bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” e ancora avverte: “Guardate di non disprezzare uno di questi piccoli.” (Mt 18,10). Solo nella misura in cui ci facciamo piccoli possiamo essere veramente utili a Dio. È un inganno pensare di essere grandi e autonomi.
Il mondo è complesso, la nostra vita è spesso intricata, ma Dio desidera semplicità. Essere come bambini significa assumere quelle caratteristiche tipiche dell’infanzia come per esempio: la purezza, l’innocenza, la semplicità.
Anche l’immagine di Gesù Bambino di Praga, che noi Frati Carmelitani Scalzi custodiamo nel Santuario di Arenzano e in tanti paesi nel mondo, ci ricorda che Dio stesso si è fatto Bambino e il mistero dell’Incarnazione ci mostra il Bambino Gesù come il modello definitivo. E se Dio, che è Onnipotente, ha scelto di umiliarsi fino a condividere la nostra condizione umana, chi sono io per essere orgoglioso e credermi grande?
E se questa riflessione dovesse apparire troppo astratta, mi rivolgo a tutti voi, nonni e genitori che ascoltate tutti i giorni il Caffè Carmelitano: ricordiamoci di portare i nostri bambini davanti a Gesù. Loro sono, in fondo, la testimonianza vivente di quanto sia grande il Regno di Dio.
Preghiamo.
O Padre, donaci di accostarci a te
con la fiducia dei piccoli,
per essere circondati dalla tua tenerezza, ora e sempre.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
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