di padre Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar, Yolé (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 marzo 2025.
1a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4, 1-13)
In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”».
Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano”; e anche: “Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «È stato detto: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.
Oggi il Caffè carmelitano compie 5 anni !!!

Più di cinque anni fa è scoppiata la bomba del covid. Grazie al cielo, adesso la tempesta sembra essere passata, e riguardo a questo argomento c’è più serenità. Ma all’epoca, quando ancora si parlava di contagi mortali e di lockdown, eravamo tutti abbastanza disorientati.
Una mattina, durante quei giorni di panico generale, mi trovavo in cucina a chiacchierare con Padre Lorenzo e con la nostra cuoca. Me lo potevo permettere, anche se era un giorno feriale, perché era da poco scattata la chiusura di scuole e uffici: perciò anche le lezioni alla facoltà di teologia erano sospese. Padre Lorenzo aveva una preoccupazione particolare: come fare a trasmettere vicinanza e consolazione alle persone in questa situazione di distanziamento forzato? E mi ricordo che proprio mentre sorseggiavamo il caffè gli venne l’intuizione: inviare ogni mattina un messaggio vocale con la lettura e il commento del Vangelo del giorno, così da poter trasmettere a tutti il conforto vero e duraturo che proviene dalla Parola di Dio.
«La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio» (Eb 4,12). Nei momenti di difficoltà, la Parola che il Signore ci consegna ogni giorno nelle Scritture è un’arma di difesa molto potente. Gesù stesso ce ne ha fornito l’esempio nel momento in cui è stato tentato dal diavolo. Di fronte alle provocazioni di quest’ultimo, il Messia ha sempre risposto citando alcuni passaggi della Scrittura. Ma la Parola di Dio non serve soltanto a mettere sotto scacco i ragionamenti del maligno: occorre che essa diventi carne nella nostra vita affinché il male non abbia la meglio su di noi. E perché questo avvenga, c’è bisogno che il Vangelo diventi un linguaggio familiare, una regola di vita, la porta del dialogo personale con Dio Padre.
«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24,35). La Parola di Dio è ciò che infonde forza e coraggio nei momenti di battaglia. È affidabile arma di difesa. Essa è anche la chiave che rivela il significato più profondo di ogni cosa: è capace persino di donare un senso al dolore. Alla fine, tutto questo passa: la nostra vita su questa terra fatta di gioie e dolori è destinata a una fine. Ed è così che la Parola di Dio supera le ampiezze di questo mondo, perché annuncia un “oltre” che è per sempre.
Il Padre, donandoci suo Figlio, crocifisso e risorto, ci promette una vita immersa per sempre nell’abbraccio del suo amore infinito. Nella santa Messa si rinnova ogni giorno questa promessa di eternità per ciascuno di noi, come se il Padre non si stancasse mai di sussurrarci amorevolmente all’orecchio: «Ti do la mia Parola».
Preghiamo.
Signore misericordioso,
che sempre ascolti la preghiera del tuo popolo,
tendi verso di noi la tua mano,
perché, nutriti con il pane della Parola e fortificati dallo Spirito,
vinciamo le seduzioni del maligno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una santa giornata a tutti
e buon compleanno al caffè carmelitano,
che nasceva proprio il 9 marzo di cinque anni fa!
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