di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 marzo 2025.
1ª settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
La malvagità che il Signore condanna è l’atteggiamento di chi non è disposto sinceramente ad accogliere la verità, come quando apostrofiamo chi ci dice una verità scomoda con un bel: “Ma chi ti credi di essere?”, cercando di eludere la questione, come se una cosa fosse vera o falsa secondo chi la dice. E infatti subito prima Gesù aveva liberato una persona dal demonio, sentendosi però rinfacciare di farlo proprio in nome di Satana; cioè, piuttosto che vedere il bene compiuto e ammetterne la bontà, gli avversari cercano di screditare il Signore.
Ma Gesù non compie dei segni come un prestigiatore, per stupire e imporre la propria autorità. Lui non “fa” dei segni, ma “è” un segno. E il suo essere segno ha a che fare con la “parola”, proprio come Giona era stato “segno” per la gente di Ninive con parole di minaccia, e come Salomone che aveva attirato al regina del Sud con le sue parole di saggezza. I loro discorsi non erano caduti nel vuoto perché avevano trovato persone disposte ad ascoltare.
Anche Gesù “è” segno predicando la conversione e la venuta del Regno di Dio; eppure proprio lui, più grande di Giona e di Salomone, lui che è la Parola fatta persona, in quel momento non trova veri ascoltatori, di quelli desiderosi di parole vere che illuminino l’interiorità e provochino un cambiamento. Proviamo ad iniziare sempre la nostra preghiera quotidiana non con anzitutto le nostre richieste, come chiedendo dei segni, ma con il desiderio di conoscerlo un po’ di più e di servire il suo disegno di salvezza.
Preghiamo.
Guarda, o Signore,
il popolo a te consacrato,
e fa’ che, mortificando il corpo con l’astinenza,
si rinnovi con il frutto delle buone opere.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
A tutti voi auguro una giornata piena di fiducia nel Signore!
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