Caffè di lunedì 17 marzo 2025

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 marzo 2025.

2a settimana di Quaresima.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6, 36-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Giudicare con superficialità e senza possibilità di appello persone che spesso non conosciamo, condannare senza neppure l’onere della prova o la pazienza di ascoltare l’imputato, rinunciare definitivamente a perdonare, portando come scusa indiscutibile che l’offesa è stata troppo grande, misurare con bilance ad altissima precisione ciò che generosamente doniamo, ma con la garanzia di una restituzione del dovuto con alti interessi e in tempi brevi… sono tutte azioni che, purtroppo, compiamo con frequenza e disinvoltura. Ne siamo quasi abituati.

Gesù, oggi, ci chiede di usare come unico metro dei nostri pensieri e delle nostre azioni l’immensa misura della misericordia infinita di Dio e non la grettezza dei nostri piccoli calcoli, interessi, tornaconti e vendette. Gesù, oggi, ci ricorda che noi, fatti a immagine e somiglianza di Dio, saremo sempre più simili a Dio soltanto nella misura in cui come lui ameremo, perdoneremo, ci doneremo. Gesù, oggi, ci invita a provare a metterci al posto di chi giudichiamo, di chi condanniamo, di chi non perdoniamo, di chi non riceve nulla da noi, anche se ne avrebbe bisogno.

Giudicare, condannare, non perdonare, rifiutare un dono è certamente più facile, umanamene più logico, razionalmente più conveniente. Ma non è conveniente agli occhi di Dio che, gentilmente ci avverte, promette di comportarsi con noi, alla fine della nostra vita, nello stesso modo in cui noi ci siamo comportati con gli altri durante tutta la nostra vita.

Gesù non ci chiede di chiamare bene ciò che è male, ma di trasformare il male in bene. Gesù non ci chiede di far finta di niente, ma di accorgersi di chi ha bisogno soltanto del nostro perdono e da tempo attende il nostro amore. Gesù non ci chiede di chiudere un occhio, ma di aprire il cuore.

Se allora vogliamo essere certi del suo perdono alla fine della nostra vita, iniziamo a perdonare ora. Se vogliamo ricevere domani, iniziamo a donare oggi. Se vogliamo ricevere la sua misericordia nel grande grembiule che indosseremo nella vita eterna, versiamo ora nel grembiule dei nostri fratelli e sorelle la nostra misericordia, il nostro perdono, il nostro amore. E liberiamoci dal peso del rancore, della collera e dell’orgoglio per ricevere la sua misericordia. Dio, riconoscendoci alla sera della nostra vita, non si vendicherà, perché è un Padre misericordioso. Ma se saremo stati misericordiosi in questa vita, ci riconoscerà prima, perché saremo come lui. E ci aprirà per sempre le porte del paradiso riempiendoci della ‘misura buona, pigiata, colma e traboccante’ del suo amore infinito.

Preghiamo.
O Dio, che hai ordinato la penitenza del corpo
come medicina dell’anima,
fa’ che ci asteniamo da ogni peccato
per avere la forza di osservare i comandamenti del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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