di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 marzo 2025.
2a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23, 1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Nell’ascoltare questa pagina dal Vangelo di Matteo, ricordiamoci che egli, prima di essere Apostolo, era un impiegato ebreo a servizio dei Romani, un gabelliere, un peccatore. Altra cosa da ricordare: Gesù aveva mandato i suoi discepoli ad annunciare il regno di Dio proprio agli Ebrei infedeli. La sua opera di messia non era quella di preparare una rivoluzione contro i Romani (aveva detto: “date a Cesare quello che è di Cesare, ma date a Dio quello che è di Dio”).
Gli scribi, i farisei, i dottori e i sacerdoti viaggiavano fuori strada. Si compiacevano dei posti di onore, dei primi posti ai banchetti e di bei vestiti, come pure di essere chiamati rabbi, guide o padri. E Gesù dice: “voi non fatevi chiamare così, uno solo è il vostro Padre, quello dei cieli; e uno solo il vostro maestro, rabbi: il Cristo. Chi tra voi è più grande sarà vostro servo, chi invece si esalterà sarà umiliato”.
Questa è la grande rivoluzione di Gesù, non certo quella di prendere le armi e scacciare i Romani. Era davvero un rivoluzionario, per cambiare non la politica contro gli stranieri, ma il cuore degli israeliti per farli veri figli di Dio.
Esaminiamoci bene, anche noi abbiamo bisogno di farci rivoluzionari contro noi stessi per divenire tutti di Dio.
Preghiamo.
Custodisci con continua benevolenza, o Padre, la tua Chiesa.
E poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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