di padre Andrea Maria Bello
– Comunità di Genova –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 marzo 2025.
Solennità di San Giuseppe, sposo della B. V. Maria.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 1, 16.18-21.24)
Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.
Tre mesi fa’ ci trovavamo davanti allo stesso brano di vangelo. Ricordate? Era il 18 dicembre, in pieno Avvento, durante la novena di Natale. Oggi, celebrando la solennità di San Giuseppe, durante la seconda settimana di Quaresima, siamo riportati a quel momento, in quella scena, con quelle parole, ad eccezione del primo versetto che, a mio parere, è una sintesi stupenda del mistero della persona di San Giuseppe e della sua vocazione: “Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo”.
San Giuseppe è figlio, sposo e padre! Nella bellezza e nella complessità di questo mistero che è San Giuseppe in relazione con la Paternità di Dio, possiamo anche noi ricevere in dono il suo cuore e sentire che così, Giuseppe, è vicino al cuore di ciascuno di noi, figli, sposi e consacrati, chiamati a vivere la genitorialità come padri e madri, nonni, educatori, pastori…! È davvero una grande grazia!
Giuseppe ci insegna a partire – in ogni avvenimento felice o doloroso della nostra vita – dall’incontro con Dio vissuto nell’intimità, per ritrovarci, riorientarci in Lui e poi donarci! Il dono di sé stessi implica l’uscire da sé per andare verso l’altro, con l’arte della custodia, che è agire in spirito di servizio, per la realizzazione del mistero racchiuso nell’altro. Ogni persona accanto a noi si rivela come una possibilità e come un dono!
Cari amici, per fare una sintesi, mi piace concludere un po’ alla Don Tonino Bello, che penso si sarebbe potuto esprimere proprio così: “custodire”, voce del verbo “amare secondo il cuore del Padre”! San Giuseppe, continua a custodirci!
Preghiamo.
Dio onnipotente, che hai voluto affidare
gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
per sua intercessione
concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente
al compimento dell’opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.