di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 aprile 2025.
5a settimana di Quaresima.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,12-20)
In quel tempo, Gesù parlò [ai farisei] e disse: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io do testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se io giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. E nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera. Sono io che do testimonianza di me stesso, e anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me».
Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio».
Gesù pronunziò queste parole nel luogo del tesoro, mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora venuta la sua ora.
Oggi Gesù si presenta con una dichiarazione potente: “Io sono la luce del mondo”. Una frase da prima pagina che ci incoraggia e ci fa sperare nella vita e ci invita a fare chiarezza dentro di noi. Ma come accede spesso le sue parole non sono capite; o meglio purtroppo non ci fidiamo subito di Gesù e lo iniziamo a bombardare di domande come in una conferenza stampa con i giornalisti: “Può confermare la sua dichiarazione?”, “Ha fonti attendibili?”, “Cosa risponde alle accuse dei farisei?”.
E infatti i farisei non perdono tempo: “Tu dai testimonianza di te stesso, la tua testimonianza non è vera”. Tradotto: “Dai, Gesù, chi vuoi convincere? Se uno si autoproclama qualcosa, mica lo prendiamo sul serio”. Ed ecco la risposta netta, sicura: “anche il Padre, che mi ha mandato, dà testimonianza di me”. Non ha bisogno di offrire altre prove extra. Purtroppo però il Padre non lo conosciamo … e se non ci fidiamo di Gesù e conosciamo lui, non arriveremo neanche al Padre.
Ma torniamo alla frase iniziale di Gesù perché Gesù non si limita a dire chi è, ma ci invita a seguirlo: “Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Tutti vogliamo luce, vogliamo chiarezza, vogliamo sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma fino a che punto? Perché la luce non solo illumina, ma svela. E non sempre quello che vediamo ci piace.
Gesù diventa così scomodo, ingombrante. Per alcuni è un faro nel buio, per altri una lampada puntata in faccia che dà fastidio. Non si può restare neutrali: o lo segui, o giri la faccia dall’altra parte. Chiediamoci se siamo pronti a guardare la realtà con la sua luce o ci rifugiamo nel classico “meglio non sapere”…
Il Vangelo di oggi ci sfida: accogliere la luce di Cristo significa vedere tutto con occhi nuovi, accettando anche la verità su Dio e su di noi che alle volte ci fa paura. Ma ne vale la pena, perché solo così possiamo vivere davvero nella luce.
Preghiamo
O Padre, che con il dono del tuo amore
ci riempi di ogni benedizione,
trasformaci in creature nuove,
per essere preparati alla Pasqua gloriosa del tuo regno.
Per Cristo Nostro Signore. Amen
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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