Caffè di mercoledì 9 aprile 2025

di padre Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar, Yolé (Rep. Centrafricana) –

***

Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 aprile 2025.

5a settimana di Quaresima.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,31-42)
In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

Nel brano del Vangelo di oggi ci viene riferito un dialogo tra Gesù e alcuni giudei. Sebbene all’inizio venga detto che si trattava di persone che avevano creduto in Lui, i toni tra le due parti si fanno mano a mano sempre più accesi. Di fronte all’invito di Gesù ad accogliere la sua parola come fonte di vera libertà, costoro si infastidiscono e affermano che la loro libertà proviene dal loro essere figli di Abramo. Inizialmente questi giudei sembravano interessati al messaggio di Gesù, ma si sono rivelati chiusi all’ascolto e alla sequela. La parola di Gesù, nella sua novità e freschezza, li ha attirati solo per un momento, ma loro non si sono resi disponibili a lasciarsi trasformare da questo nuovo annuncio.

All’interno di questo dialogo Gesù sembra pronunciare una frase esagerata e fuori contesto, perché afferma: «Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi». In realtà si tratta di un’affermazione che va al nocciolo della questione. Infatti, oltre che annunciare il suo sacrificio sulla croce, prossimo a compiersi, con questa frase Gesù collega la propria morte alla mancata accoglienza della sua parola.

Chi non permette alla parola di Gesù di discendere e di dimorare nel suo cuore, costui fa morire Gesù in sé. E una vita senza Gesù è un’esistenza privata della vita vera.

Preghiamo
Dio misericordioso, che susciti nei tuoi figli la volontà di servirti,
illumina i nostri cuori purificati dalla penitenza
e nella tua bontà ascolta le nostre invocazioni.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una santa giornata a tutti!

***

Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***

Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:

***

Visita i nostri siti:

***