di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 aprile 2025.
Domenica delle Palme e della Passione del Signore.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,28-40)
In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».
Finalmente è arrivata la Domenica delle Palme da tanti ancora sentita e partecipata per via di quegli ulivi e palme benedetti a cui teniamo molto e che con piacere mettiamo nelle nostre case; perciò, ho scelto il Vangelo del rito iniziale.
Questa domenica ci introduce alla Settimana Santa e come un portale riccamente scolpito ci narra già tutto quello che avverrà. Noi lo sappiamo e soprattutto la lettura della Passione del Signore ce lo ricorda fortemente. Questo è l’inizio del gran finale e se finora la quaresima ci ha preparato piano piano alla passione di Gesù ora dobbiamo stringerci ancora di più a Lui per non lasciarlo solo. Siamo a Gerusalemme e già si vedono i luoghi della sofferenza e della risurrezione…
I nostri amici ambrosiani sanno che oggi inizia la “Settimana autentica” così chiamata nel loro rito e che a tutti mostra l’esemplarità del soffrire, morire e risorgere di Cristo per noi. Un richiamo per noi a ritornare all’essenziale, al dono di sé che dobbiamo testimoniare con la vita concreta che grida più di tutte le palme e gli ulivi che oggi possiamo e dobbiamo innalzare a Gesù. Se no grideranno le pietre. Il Signore ha bisogno di un umile cavalcatura non per fare del teatro ma per continuare a servire fino al compimento del disegno del Padre. Con umiltà stendiamo anche noi i nostri pensieri, parole e opere davanti al Signore che viene e diveniamo testimoni di un amore infinito.
Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce,
fa’ che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua passione,
per partecipare alla gloria della risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Una buona e autentica Settimana Santa a tutti voi!
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