Caffè di venerdì 18 aprile 2025

di padre Carlo Cencio
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 18 aprile 2025.

Venerdì santo – Passione del Signore.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 19,25-30)

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Questo passaggio del Vangelo di Giovanni ci regala alcune perle. Una è la posizione fisico, psichica e spirituale di Maria addolorata sotto la croce. Si trova lì – in piedi – con Gesù morente in croce, per salvare l’uomo. No è più la mammina di Gesù dodicenne, agosciata per aver perso il suo figliolo. È cresciuta nella sua fondamentale vocazione di Madre universale. E Gesù, che prima l’aveva come lasciata da parte, ora cambia e la chiama direttamente affidandole l’umanità: «Donna, ecco tuo figlio», cioè tutto il Cristo mistico: Lui stesso in croce e noi tutti suoi fratelli. Per cui dice subito a Giovanni: «Ecco tua maddre». E Giovanni la prende come figlio adottivo a nome di tutti noi e viene così proclamata la grande maternità universale di Maria: la Madre della Chiesa. Ma con quel gesto e quelle parole Gesù affida anche sua Maddre a mani sante e a un cuore d’oro, segno del suo affettuoso amore per lui.

Poi la richiesta: «Ho sete». Questa è soprattutto segno del suo desiderio di compiere tutta la missione affidataglia dalla Trinità. Ma i soldati gli appoggiano alla bocca una spugna imbevuta di acero, come avevano già predetto i profeti. E dopo un istante, dato uno sguardo alla sua vita e alla sua missione, dice chiaramente: «(tutto) è compiuto»… la redenzione dell’uomo e la riconciliazione con Dio. E… «chianto il capo, consegnò lo Spirito».

Consegna tutto se stesso nell’abbandono alla Trinità. Non dice infatti “morì”, ma “consegnò lo Spirito”. Atto trinitario. È la kenosi di Gesù, cioè tutto svuotato del divino per gli inferi e per la risurrezione. Un Venerdì Santo

Preghiamo.
Ricordati, o Padre, della tua misericordia
e santifica con eterna protezione i tuoi fedeli,
per i quali Cristo, tuo Figlio,
ha istituito nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata a tutti voi!

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