di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 aprile 2025.
Ottava di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,11-18)
In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
Il nostro tempo dà molto valore alle opere, al fare, all’agire esterno con imprese possibilmente evidenti ed eclatanti, che debbano suscitare lode ed ammirazione. È tutta la ricerca del “fare notizia” e del cercare notizie che soddisfino la curiosità e la nostra attenzione. Il Vangelo di oggi ci parla invece di uno stare, di un vegliare il sepolcro di Gesù. Maria è stata spinta dall’amore a ritornare alla tomba per capire l’accaduto, il suo desiderio è di stare con il Signore e di ritrovarlo, dovunque fosse. È proprio in questa dolorosa ricerca dell’amato che le appaiono gli angeli, con una domanda profonda, che poi le ripete Gesù stesso: perché piangi? Chi cerchi? Una domanda sulle motivazioni del dolore e poi riguardo al desiderio del cuore, una domanda profonda sull’essere umano e sulla direzione della sua ricerca di pienezza. Nella ordinaria frenesia del fare e dell’attività queste domande essenziali di senso e di pienezza sono totalmente soffocate dalle cose e dalle emozioni. L’orazione carmelitana è proprio questo spazio interiore di silenzio e di attesa accanto al Signore Gesù, presente o assente, in cui si cercano e si trovano le motivazioni del fare e del patire, con una crescente chiarezza sul proprio desiderio di incontro. Gesù si fa trovare, chiama per nome Maria e la rivitalizza: il Risorto la fa risorgere e allora sì che il fare e il movimento non è più una ricerca di se stessa, ma è l’andare ad annunciare agli altri discepoli la novità di un incontro e della nuova vita.
Preghiamo.
O Dio, che ci hai donato i sacramenti pasquali,
assisti questo popolo con la tua grazia,
perché, raggiunta la libertà perfetta,
possa godere in cielo
quella gioia che ora pregusta sulla terra.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona e santa giornata a tutti voi.
***
Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.