di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 maggio 2025.
2ª settimana del Tempo di Pasqua.
Festa dei Santi Filippo e Giacomo, apostoli.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14, 6-14)
In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».
Il Vangelo di oggi ha nello sfondo un incredibile mistero di unione, come un filo rosso invisibile che unisce tutte le persone che sono coinvolte. Si parla del Padre, che è mostrato e testimoniato dal Figlio Gesù, si parla dei discepoli che vogliono vedere davvero il Padre… arrivare cioè a comprendere tutto, la pienezza del Mistero divino.
Ecco: Gesù ci mostra che in realtà la grandezza di Dio sta nel suo essere profonda comunione, che unisce le Persone divine tanto quanto unisce gli stessi discepoli e credenti, con lo stesso vincolo di amore trinitario. Gesù, quindi, ci mostra il Padre, i discepoli testimoniano e mostrano -nell’amore di Gesù che hanno incontrato- la via, la verità e la vita di Dio. Questo mistero di unità è tanto grande che ci conduce a poter chiedere ogni cosa, perché quando si è amati si è liberi di chiedere, sapendo che quanto ci viene fatto e donato è per nostro amore, per il nostro autentico bene.
Tutto questo, però, non è un bel discorso, infatti il Vangelo tocca un altro tasto importante: le opere, che sono un tramite della fede. Vedendo le opere di Gesù, come non credere? Gesù afferma: Quanto vi dico, credetelo per le opere stesse.
Riflettiamo: quanto il nostro operare fa trasparire l’amore del Signore? Egli di questo amore ci nutre nell’Eucaristia, nella riconciliazione, nell’ascolto della Parola di Dio. Cosa traspare dalla nostra vita? Quale amore sappiamo condividere?
Preghiamo.
O Dio, che ogni anno ci rallegri
con la festa degli apostoli Filippo e Giacomo,
per le loro preghiere concedi a noi
di partecipare al mistero della morte e risurrezione
del tuo Figlio unigenito,
per giungere alla visione eterna del tuo volto.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona e santa giornata a tutti!
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