di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 maggio 2025.
3ª settimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,35-40)
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
“Mai” e “vita eterna”: Gesù stamattina vuole farci volare alto! Non vuole le mezze misure. Dichiara di essere un alimento che sfama definitivamente. Tra tanti desideri che ogni giorno ci muovono, il Signore ci indica la strada per raggiungere la pace dell’anima: il desiderio di Lui. Schiere di santi testimoniano che è proprio così: quanto più ci concentriamo sul Signore, tanto più i desideri vari di questa vita perdono valore e forza di attrazione. Che cosa resta? Il desiderio della vita con Dio, la vita eterna in un’altra dimensione, in attesa della dimensione definitiva della risurrezione dei corpi. Dio solo basta.
In questa prospettiva, che cos’è il cammino spirituale? È l’esercizio quotidiano di relativizzare le impulsioni ad agire, i desideri anche più elevati; bisogna mettere a fuoco e seguire ciò che è duraturo, ciò che ci apre la strada a ciò che verrà dopo la morte. Non quello che più piace, ma quello che più conta. Se fossimo davvero consapevoli che tutto finisce, come vivremmo diversamente! Santa Teresa ha scritto: “Che sappiamo noi se la nostra vita non sarà così corta, che un’ora o anche un istante dopo che avremo preso la risoluzione di servire Dio perfettamente, saremo giunti al termine? È possibile, visto che, dopo tutto, non c’è da contare su ciò che finisce; e se ci immaginiamo che ogni ora dev’essere l’ultima, chi non vorrebbe impiegarla utilmente?”.
Gesù è il pane della vita eterna; l’Eucaristia è “farmaco d’immortalità”, come recitano gli antichi inni eucaristici. Nell’Eucaristia possiamo sempre vedere, cioè sentire la presenza di Gesù: così si compie la volontà di Dio, un Dio buono che desidera il bene supremo per i suoi figli. Se oggi possiamo ricevere la Santa Comunione, o facendola spiritualmente, prepariamoci con questi pensieri.
Preghiamo.
Assisti, o Padre, la tua famiglia,
e a quanti nella tua bontà hai donato la grazia della fede
concedi di aver parte all’eredità eterna
nella risurrezione del tuo Figlio unigenito.
Egli vive e renga nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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