Caffè di martedì 13 maggio 2025

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 maggio 2025.

4a settimana del Tempo di Pasqua.
B. Vergine Maria di Fatima.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,22-30)
Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Erano giorni di festa e la festa dà gioia e calore ma l’indicazione che era inverno non ci fa pensare nulla di buono perché non solo è riferito al tempo meteorologico ma soprattutto al cuore di chi interroga Gesù e di conseguenza… anche al nostro. Molti odono, forse pochi lo ascoltano veramente, occupati a sentire solo ciò che dice il proprio pregiudizio.

Gesù era conosciuto per le sue opere e per le sue parole: le une confermavano le altre e viceversa. Gesù preferisce che parli la sua vita anche se usa molto le parole come le parabole per dare ampia spiegazione del suo messaggio e del suo mistero. A chi si rivolge? A tutti ma alcuni divengono subito le sue pecore altri continuano a vagare nei pensieri del loro cuore, nelle loro certezze poco aperti alle sorprese di Dio.

Le mie pecore…Gesù usa l’aggettivo possessivo “mio” per manifestare un’appartenenza, una provenienza, un’identità, una corrispondenza tra chi dice e ascolta, tra chi va avanti e chi segue con fedeltà, tra chi conosce e chi è conosciuto. Le sue parole e le sue opere sono seminate abbondantemente ma è un dono poter aderire a Cristo con la fede.

Non posso concludere questo pensiero senza ricordare la Vergine Maria apparsa a Fatima che chiese la conversione dai peccati con la penitenza e la preghiera. Tutto può essere sciolto e mutato se intraprendiamo il nuovo cammino che è venuto a portarci Gesù e che lei per prima ha percorso. Riscaldiamo il nostro cuore con la loro presenza; aderiamo al progetto d’amore di Dio. Non ci sia l’inverno nei nostri cuori ma, come è ora, il bel sole di maggio, brilli e riscaldi la nostra vita interiore.

Preghiamo
Dio onnipotente,
che ci dai la grazia di celebrare
il mistero della risurrezione del tuo Figlio,
concedi a noi di testimoniare con la vita
la gioia di essere salvati.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti voi!

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