Caffè di venerdì 23 maggio 2025

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 maggio 2025.

5a settimana del Tempo di Pasqua.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 12-17)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Spesso sentiamo dire che il cuore del Vangelo è la carità e la misericordia. Altre volte, abbiamo forse sentito che il vero centro è la fede, l’annuncio e la conoscenza di Dio. E magari, per sottolineare uno dei due aspetti, l’altro viene messo in ombra.

Similmente, ci sarà capitato di domandarci qual è lo scopo del cristianesimo, della venuta di Gesù e della religione. Tanti pensano che lo scopo sia il miglioramento del mondo, la giustizia, la generosità, la pace, il benessere per tutti… l’educazione cristiana è vista come la formazione del buon cittadino. Però chi crede sa che c’è un fine più proprio e spirituale: la relazione con Dio, la redenzione dal peccato, la cura dell’anima, la prospettiva della vita eterna.

Se siamo attenti, il Vangelo di oggi mette insieme e armonizza nel giusto modo la dimensione verticale (divina) con quella orizzontale (umana). Mentre la prima e l’ultima frase ripetono il comandamento dell’amore, al centro è contenuto il cuore della rivelazione di Gesù, in due elementi fondamentali. Il primo è la conoscenza di Dio: Gesù è venuto per farci conoscere il Padre, tutto quello che ha udito da lui, ciò che riguarda il suo amore infinito, da cui può nascere anche il nostro amore. E il secondo è il dono della vita di Gesù: “nessuno ha un amore più grande… che dare la vita”, ed è lui che ha donato la sua vita per noi; per questo dice: “amatevi come io ho amato voi”.

Accogliamo questo duplice dono: la conoscenza di Dio e l’offerta della vita di Gesù. Così, uniti al Padre e al Figlio, saremo davvero capaci di vivere il comandamento dell’amore.

Preghiamo.
Donaci, o Signore, di conformare la nostra vita
al mistero pasquale che celebriamo nella gioia,
perché con la sua forza perenne
ci protegga e ci salvi.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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