Caffè di martedì 3 giugno 2025

di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano –

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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 giugno 2025.

7ª settimana del Tempo di Pasqua.
Memoria dei santi Carlo Lwanga e compagni martiri dell’Uganda.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,1-11a)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse:
«Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».

Nelle prime espressioni di questo Vangelo è descritto dalle parole di Gesù tutto il mistero dell’uomo e tutto il mistero della relazione dell’uomo con Dio, per meglio dire la relazione che Dio ha inteso creare con la sua più diletta creatura che siamo noi.

Gesù ha ricevuto ogni potere sull’uomo non come dominio o possesso, che è invece l’intento del grande nemico dell’uomo, il diavolo, ma per donare all’uomo la vita eterna. La vita eterna, che cosa sia lo spiega sempre Nostro Signore quando dice della nostra vocazione a conoscere il Padre ed Egli stesso che ce lo rivela. Conoscere dunque il Padre significa conoscere Gesù, mediante l’azione dello Spirito Santo. Che realizza questa conoscenza in noi.

Perché tutto questo accada, tuttavia, Gesù chiede una cosa ben precisa: “Padre glorifica il Figlio tuo”. Nel Vangelo di Giovanni il momento in cui inizia questa glorificazione è precisamente, nell’ultima cena, quando l’apostolo Giuda si alza per consegnare Gesù. La passione e morte del Signore è il momento più alto della sua glorificazione, il momento in cui viene rivelato al mondo tutto l’amore di Dio. E viene operata la nostra salvezza, il sacrificio che ci redime dal male.

Il punto più basso dell’annientamento di se stesso è il punto più alto in cui si manifesta l’amore. Dentro questo mistero di glorificazione, siamo riconciliati con Dio anche noi, anche a noi è donata la vita eterna.

Preghiamo.
O Dio,
che nel sangue dei martiri hai posto il seme di nuovi cristiani,
concedi che il campo della tua Chiesa,
irrigato dal sangue di san Carlo Lwanga
e dei suoi compagni,
produca una messe sempre più abbondante
a gloria del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Buona e santa giornata a tutti!

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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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