di padre Marcello Bartolomei
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 giugno 2025.
7ªsettimana del Tempo di Pasqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,11b-19)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».
Gesù sta pregando ad alta voce il Padre, lo sta pregando per i suoi discepoli, prima di lasciare questo mondo. Con questa preghiera, Gesù fa loro capire che non li lascerà soli. Nell’affidarli al Padre, col quale egli forma una cosa sola, Gesù fa loro capire che anche dopo la sua partenza, sia il Padre che lui stesso li custodiranno.
Che cosa chiede ancora per i suoi discepoli? Che rimangano uniti, uniti nell’amore, nell’aiuto reciproco. Questo amore e sostegno reciproco significa che debbano essere custodi gli uni degli altri nel nome di Gesù. Non per far prevalere i propri interessi, ma per ricordarsi gli uni gli altri della Parola di Gesù, del suo esempio di servizio, del suo sacrificio per loro. Gesù deve essere sempre al centro del loro vivere come Chiesa.
La fonte dell’amore reciproco deve essere il loro amore per Gesù, Gesù che devono imitare, soprattutto nell’obbedienza. Amare Gesù, imitare Gesù, obbedire a Gesù: questi atteggiamenti aiuteranno a custodire l’unità fra loro.
Anche noi, per evitare la dispersione, l’anonimato che riscontriamo oggi in modo particolare, dobbiamo cercare di aiutarci, cercando di creare delle piccole comunità, dei gruppi, dover potere conoscerci, correggerci, aiutarci, spronarci e accogliere gli uni e gli altri.
Gesù prega il Padre perché i suoi discepoli vivano nella gioia. La gioia è segno e frutto della speranza, come ci ricorda il tema dell’Anno Santo. Il mondo ha bisogno di vedere sui nostri volti la gioia. La fonte della gioia è Gesù. Questa gioia interiore ed esteriore deve apparire anche nelle prove o persecuzioni. Essere portatori di speranza nella gioia fa parte del compito che Gesù affida a ciascuno di noi.
Preghiamo.
Padre misericordioso,
nella tua bontà dona alla Chiesa, radunata dallo Spirito Santo,
di servirti con piena dedizione
e di formare in te un cuore solo e un’anima sola.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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