di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 10 giugno 2025.
10ª settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt. 5, 13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Le parole che oggi ci dona il Vangelo sono tra le più luminose che siano mai uscite dalla bocca di Gesù. Egli conosce la nostra fragilità, eppure osa dirci: “Voi siete il sale della terra. Voi siete la luce del mondo.”
Non dice: “Dovreste diventare…” Dice “Voi siete”. È un’affermazione forte, quasi scandalosa. Gesù crede in noi più di quanto noi crediamo in noi stessi. Perché? Perché Lui sa che, se lo lasciamo entrare nella nostra vita, la sua luce può brillare anche attraverso le nostre crepe.
Il sale era, ai tempi di Gesù, elemento prezioso e indispensabile. Ma se il sale perdesse il sapore, a cosa serve?, dice Gesù. È un avvertimento chiaro: la nostra fede non può essere solo di facciata. Deve dare gusto alla vita, deve conservarla dalla corruzione, deve avere un impatto reale sul mondo attorno a noi. Una fede che non cambia nulla, che non dà sapore né luce, è una fede spenta, inutile, triste.
E poi, la luce. Non si accende una lampada per nasconderla. La luce serve a rischiarare, a dare direzione. Oggi più che mai il mondo ha bisogno di luce. Ha bisogno di persone che non si nascondano, che non si vergognino di vivere secondo il Vangelo. Anche se siamo piccoli, anche se ci sentiamo inadeguati, una candela accesa è più forte di tutta l’oscurità.
Ma attenzione: non siamo luce per noi stessi. Siamo luce perché riflettiamo la luce di Cristo. Come la luna non brilla di luce propria, ma riflette quella del sole, così anche noi siamo chiamati a riflettere l’amore, la verità, la giustizia e la misericordia del nostro Signore.
Allora, oggi, lasciamoci toccare da queste parole. Chiediamoci con sincerità: sto dando sapore alla mia famiglia, al mio lavoro, alla mia comunità? Sto portando luce nelle tenebre di chi mi è vicino?
Che il Signore ci ridesti, ci accenda, ci renda sale saporito e luce viva, perché attraverso la nostra vita chi ci è vicino possa gustare la bellezza di Dio e vedere la via che conduce a Lui.
Preghiamo
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen
A tutti voi auguro oggi di lasciarci guidare da queste parole di Gesù.
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Incontri, ritiri, iniziative 2024-2025

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