Caffè di giovedì 12 giugno 2025

di padre Matteo Pesce
– Comunità di Torino –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 12 giugno 2025.

10ª settimana del Tempo Ordinario.
Beato Alfonso M. Mazurek, carmelitano, e compagni martiri.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,20-26)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Superare la giustizia dei farisei? Cioè? Dovremmo essere più religiosi di quei campioni dell’osservanza delle norme rituali? Chi riuscirà davvero ad entrare nel nuovo Israele? Eppure Gesù osa chiedere di più. Le nuove norme di Gesù indicano una via più profonda: l’attenzione al fratello, il sincero interessamento a lui, l’avere a cuore una buona relazione. Altrimenti sarebbe inutile una pratica religiosa impeccabile, ma fredda, anzi, diventerebbe come una scenografia teatrale: bella, ma finta, una tremenda illusione.

Ha attualizzato questo insegnamento evangelico la Nostra Santa Madre Teresa di Gesù quando scrisse il suo “Cammino di perfezione”, libro destinato a formare le monache alla vita di preghiera. Tra le cose necessarie da coltivare nel quotidiano per prepararsi alla preghiera, ecco proprio l’amore vicendevole, fatto di piccole attenzioni e di desiderio di incoraggiarsi a vicenda ad amare di più il Signore. E questo proprio per tenere ben agganciata alla vita quotidiana la nostra relazione con il Signore. L’amore per Dio può crescere solo insieme a quello per chi ci sta accanto.    

Non usiamo la preghiera per scappare dalle relazioni difficili, ma, nella preghiera, chiediamo luce e forza per mettere amore dove non c’è amore.

Preghiamo
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Una buona e santa giornata a tutti voi!

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